Il Garante nazionale del contribuente: chi è e perché se ne parla

Come cambia la figura del Garante del contribuente con la bozza del nuovo decreto attuativo della delega fiscale

Roma, 30 novembre 2023 – Nella bozza del nuovo decreto attuativo della delega fiscale (legge n.111/2023), all’art. 4, comma 1, lettera i)  per l’esattezza, sono state previste delle novità molto importanti e significative per quanto riguarda il Garante del contribuente. Entrando più nello specifico, è stato previsto che questa figura, attualmente operante nella direzione dell’Agenzia delle Entrate delle Regioni e delle Province autonome, assuma carattere nazionale. Nella bozza della delega fiscale non viene invece fatto nessun riferimento ad un aumento, o comunque una modifica, dei poteri di questo organo. Sarà necessario attendere i successivi decreti attuativi.

Garante nazionale del contribuente
Garante nazionale del contribuente

Il Garante nazionale del contribuente

In base a quanto previsto nella bozza della delega fiscale, il Garante nazionale del contribuente opererà in veste di organo monocratico in carica per quattro anni. Questo potrà essere rinnovato una sola volta, con i decreti attuativi della riforma fiscale che, come accennato, dovranno specificare quali saranno i compiti istituzionali previsti. La nomina del Garante nazionale del contribuente spetterà al ministro dell’Economia e delle Finanze che potrà sceglierlo all’interno di specifiche categorie di professionisti. Si tratta, come si legge nella suddetta bozza, di “magistrati, professori universitari di materie giuridiche ed economiche, notai, in servizio o a riposo; avvocati, dottori commercialisti e ragionieri collegiati, in pensione, designati in una terna formata dai rispettivi ordini nazionali di appartenenza". Si sottolinea che si tratta delle stesse categorie professionali che, fin qui, nella versione regionale della carica, hanno potuto svolgere questo ruolo.

Approfondisci:

McDonald's Italia aprirà 200 nuovi ristoranti in Italia

McDonald's Italia aprirà 200 nuovi ristoranti in Italia

Il Garante del contribuente

Prima di vedere come è se, con la modifica prevista dalla bozza della delega fiscale, possano mutare i compiti e le mansioni del Garante del contribuente, è utile comprendere quale sia il ruolo esercitato da questa figura. Il principale elemento da tenere in considerazione è intendere il Garante del contribuente come un organo di mediazione vero e proprio, esattamente a metà strada tra le esigenze dei cittadini e quelle dell’amministrazione finanziaria. È, di fatto, un organo monocratico che, così come stabilito dall’art.13 dello Statuto del contribuente, viene attualmente istituto in ogni direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate e rappresenta, come detto, uno strumento sul quale i cittadini possono contare per far valere i loro diritti. A nominare il Garante del contribuente, attualmente, è il Presidente della Commissione tributaria regionale o sua sezione distaccata, nella cui circoscrizione è compresa la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate. La figura può essere scelta all’interno di categorie professionali definite, ovvero:

  • magistrati
  • professori universitari di materie giuridiche ed economiche
  • notai, con la specifica che la nomina può riguardare sia professionisti a riposo che in attività di servizio
  • avvocati
  • dottori commercialisti e ragionieri, pensionati, scelti, per ciascuna direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, dai rispettivi ordini di appartenenza.

I compiti del Garante del contribuente

In merito ai compiti, è possibile dire che il Garante del contribuente agisce a seguito di segnalazioni che gli arrivano, per iscritto, direttamente dal contribuente o da qualsiasi altro soggetto interessato a risolvere una controversia rientrante nelle sue sfere di competenza. Ecco dunque che, come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il Garante del contribuente:

  • presenta richieste di documenti e chiarimenti agli uffici, i quali devono rispondere entro 30 giorni
  • rivolge raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi e li richiama al rispetto delle norme dello Statuto del contribuente o dei termini relativi ai rimborsi d'imposta
  • accede agli uffici stessi per controllare la loro agibilità al pubblico nonché la funzionalità dei servizi di informazione e assistenza
  • attiva l'autotutela
  • segnala norme o comportamenti suscettibili di produrre pregiudizio per i contribuenti
  • presenta una relazione semestrale al Ministro dell'Economia e delle Finanze

Le richieste dei cittadini al Garante

Come detto, il Garante del contribuente si attiva soltanto dopo aver ricevuto una segnalazione scritta da parte dei cittadini o da altri soggetti interessati. Il contribuente, più nello specifico, può rivolgersi al Garante con una richiesta in carta libera nella quale indica i propri dati anagrafici e il codice fiscale. In questo modo potrà segnalare:

  • disfunzioni
  • irregolarità
  • scorrettezze
  • prassi amministrative anomale o irragionevoli
  • qualsiasi altro comportamento che possa pregiudicare il rapporto di fiducia necessario tra cittadini e amministrazione finanziaria.

Come cambia la figura del Garante dei contribuenti

Così come in parte già accennato, con la bozza del nuovo decreto attuativo della delega fiscale la figura del Garante dei contribuenti passa dall’essere regionale a nazionale, anche se non verranno ad essa assegnati dei nuovi poteri. Proprio questi, secondo quanto riferito da Italia Oggi, sarebbero già molto modesti e, dunque, con la modifica si assisterebbe ad “una sorta di epurazione, se non di marginalizzazione vera e propria della stessa”. Ci sarebbero, secondo questa lettura, soltanto delle modifiche in negativo nel rapporto tra cittadini e amministrazione finanziaria, con la figura del mediatore che, pur mantenendo immutati i propri poteri, sarà più lontana e non più relativa a specifici territori. Sempre Italia Oggi ricorda anche come il Garante del contribuente regionale si sia dimostrato essere un organo poco funzionale fin dal momento della sua istituzione con la legge n.212/2000. In questi 23 anni, infatti, non sarebbe riuscito a portare a termine il compito per il quale era stato pensato, ovvero incidere in maniera efficiente sui comportamenti dell’amministrazione finanziaria lesivi nei confronti dei contribuenti e, soprattutto, far valere quanto previsto nel loro Statuto. A creare questa situazione sarebbe stata l’assenza di un vero e proprio potere di intervento, che avrebbe di fatto depotenziato la figura del Garante. Un organo al quale potersi sì appellare, ma che poi avrebbe avuto poca possibilità di muoversi nel concreto, non per colpa di chi ricopre il ruolo, ma per via di come lo stesso è stato pensato. La delega per la riforma fiscale e le modifiche operate sul Garante dei contribuenti sarebbero dunque insufficienti, "un occasione mancata per rilanciare questa figura” e dargli la possibilità di “incidere sull'operato dell'amministrazione finanziaria”. L’attenzione va tutta dunque ai decreti attuativi della riforma fiscale che dovranno essere realizzati. Solo con l’interno di questi, infatti, potrà essere meglio delineata la nuova figura del Garante nazionale dei contribuenti e si potrà vedere se oltre al cambio di competenze, da regionale a nazionale, potranno esserci per loro dei nuovi poteri.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro