Sabato 15 Giugno 2024
CLAUDIA MARIN
Economia

Foodtech a caccia di nuove idee per l’industria del cibo. Come partecipare

Scatta la quarta edizione di ‘Io Ci Credo’, il progetto promosso dall’incubatore In Cibum Lab

Tanti progetti realizzati da giovani innovatori italiani

Tanti progetti realizzati da giovani innovatori italiani

Roma, 14 novembre 2023 – Al via la quarta edizione Io Ci Credo, il progetto promosso dall’incubatore In Cibum Lab a sostegno dei giovani innovatori italiani impegnati nel food e nel foodtech. La Call è destinata all’accelerazione e al finanziamento sia di progetti in fase di costituzione sia di imprese già operative in ambito food.

In Cibum Lab è l’unico incubatore italiano certificato specializzato nel foodtech e ha sede a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. Fondato nel 2020, ad oggi conta più di 200 aziende coinvolte nell’ecosistema, oltre 1000 progetti candidati e 10 brevetti depositati. Numeri che lo rendono un riferimento dell’innovazione food su scala nazionale. Le iscrizioni saranno aperte fino al 30 novembre 2023 e sono indirizzate alle imprese che presentano progetti food-related con esplicita priorità a progetti relativi a format immediatamente applicabili al food retail unitamente ad innovazioni relative a economia circolare, nutraceutica, innovazioni in ambito agricolo, soluzioni di packaging bio-based.

Come partecipare al bando

La Call si divide in due sezioni: emerging talents per le imprese in fase di costituzione (il partecipante all’iniziativa sarà il socio fondatore) che presentano la loro idea imprenditoriale al fine di vederne supportata la fase di lancio e accelerazione; startup accelerator per le imprese già costituite che richiedono un supporto per l’accelerazione della propria idea verso il mercato. Per partecipare è necessario accedere alla pagina dedicata https://bit.ly/46V126K e compilare l’executive summary completo del link del video di presentazione caricato su YouTube. Le candidature potranno essere inviate entro e non oltre le 12 del30 novembre 2023.

Il format al centro dell’offerta

Le startup di questa edizione saranno chiamate a offrire e sviluppare soluzioni orientate alla valorizzazione di format ristorativi. “I format – spiega Deborah Morriello, direttrice di In Cibum Lab – caratterizzano le esperienze perché tracciano un percorso che parte dell’idea e confluisce in un concept completo, e quindi l’insieme complessivo dei benefici, razionali ed emotivi, offerti ai clienti. In questa edizione In Cibum Lab vuole dare il proprio contributo alla ripresa del settore food retail che, pur avendo parzialmente recuperato i livelli dei consumi pre-Covid, si trova a fronteggiare nuove sfide legate al forte aumento dei costi dell’energia e, seppure in modo meno intenso, delle materie prime. L’obiettivo è fare scouting di nuovi format di successo che possano soddisfare le esigenze dei clienti. Sul tema sarà organizzato, nel corso della call, un evento in partnership con Startupitalia al quale parteciperanno testimonial di format di successo e le startup vincitrici delle precedenti edizioni”.

In Cibum Lab, il solo incubatore per il food certificato in Italia dal Mise

In Cibum Lab è l’unico incubatore certificato dal Ministero dello Sviluppo Economico focalizzato sulle startup food-related. Fondato nel 2020, ad oggi conta più di 200 aziende coinvolte nell’ecosistema, oltre 1.000 progetti candidati e 10 brevetti depositati. In Cibum Lab opera all’interno di un ecosistema di eccellenza al quale contribuisce in modo decisivo la presenza di partner nazionali e internazionali con l’obiettivo di proporre al mercato nuovi modelli imprenditoriali nell’ambito del food, stimolando la cultura del cambiamento, promuovendo, diffondendo conoscenza, e alimentando processi di innovazione che consentono alle imprese di cogliere quelle che sono le opportunità di crescita e consolidamento. “Da anni siamo al fianco delle più interessanti startup innovative italiane del foodtech, ma per noi l'aspetto umano e il rapporto continuo con gli startupper, rappresentano la linfa del nostro progetto – aggiunge Deborah Morriello, direttrice di In Cibum Lab – per questo il nostro incubatore è da sempre il luogo della creatività e delle occasioni di confronto e di crescita personale.”

Un settore in costante crescita

Il FoodTech in Europa è in costante evoluzione. Con una popolazione sempre più attenta alla sostenibilità, alla salute e all'accessibilità del cibo, l'industria ha risposto con soluzioni innovative che abbracciano tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, blockchain, biotecnologie e molto altro. L’Italia segue la tendenza europea, anche se con numeri ancora non sufficientemente alti.

Secondo il rapporto elaborato da TheFoodCons in collaborazione con Agrifood-Tech Italia (l'associazione che raggruppa i più importanti operatori nel campo dell'innovazione agroalimentare) il totale degli investimenti effettuati nel 2022 nelle startup ha superato quota 156 milioni di euro in virtù di oltre 50 operazioni di finanziamento, di cui poco meno della metà gestite con il modello dell'equity crowdfunding. Fra i settori più rilevanti: il “digital food” e l'agritech, accreditate rispettivamente di investimenti per 64 milioni e 61 milioni di euro (circa l'80% del totale). Sul gradino più basso del podio di questa speciale classifica troviamo il comparto “restaurant-tech”, con oltre 18 milioni di euro raccolti, e a chiudere i “cibi innovativi” (4,2 milioni), il food retail (5 milioni) e la voce generica “varie” (2,8 milioni). La quantità d’investimenti attratti dalle startup italiane è pari allo 0,3% del capitale totale investito in startup agrifood-tech su scala globale (solo in Europa, secondo i dati di DigitalFoodLab, la raccolta di capitali delle foodtech nel 2021 ha sfiorato quota 10 miliardi di euro). Sono dati che confermano gli enormi margini di crescita del settore.

Secondo Tommaso D’Onofrio, CEO di Demetra Holding, società che sostiene gli oneri di accelerazione delle startup selezionate dal bando Io Ci Credo sulla base di un modello equity based di tipo Ssfe: “Sebbene l’Italia faccia registrare investimenti più modesti rispetto ai Paesi anglosassoni in questo ambito, il crescente interesse verso l’enogastronomia non potrà che sollecitare e polarizzare sempre maggiori investimenti da parte di operatori qualificati anche in questo settore. Sono certo – prosegue D’Onofrio – che le numerose realtà che nascono ogni giorno, grazie all’intraprendenza di giovani ambiziosi e appassionati che sfruttano le tecnologie digitali innovative, troveranno sempre di più terreno fertile nell’ecosistema sociale e finanziario internazionale”.