Fmi taglia le stime per l'Italia. Foto: indici in un'immagine d'archivio (foto iStock)
Fmi taglia le stime per l'Italia. Foto: indici in un'immagine d'archivio (foto iStock)

Roma, 15 ottobre 2019 - Italia a crescita zero nel 2019. Il Fmi rivede al ribasso le stime per il pil italiano sia per quest'anno sia per il 2020. Dopo il +0,9% del 2018, per il 2019 la crescita è prevista a zero, ovvero 0,1 punti percentuali in meno sia rispetto alle previsioni di luglio sia a quelle di aprile. Per il 2020 la crescita è attesa a +0,5% (-0,3 punti su luglio e -0,4 su aprile). A pesare, afferma il Fondo, è l'"indebolimento della domanda interna, un minore impulso di bilancio e un contesto esterno più debole". la frenata arriva comunque in un contesto di rallentamento "sincronizzato" dell'economia mondiale, così come lo definisce il Fmi, appesantita dalla guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, dalle tensioni geopolitiche e dall'incertezza per la Brexit.

Rallenta l'economia dell'eurozona

L'eurozona ha conosciuto una fase di decisa frenata nella seconda metà dell'anno scorso  - si afferma nel World Economic Outlook - e nel prossimo futuro non si intravede una netta ripresa dell'attività economica. "Nell'eurozona una crescita più debole della domanda estera e una riduzione delle scorte (che riflette una produzione industriale debole) hanno rappresentato un freno alla crescita dalla metà del 2018. L'attività dovrebbe riprendersi solo modestamente per il resto di quest'anno e fino al 2020 quando la domanda esterna dovrebbe riguadagnare slancio e fattori temporanei (compresi i nuovi standard sulle emissioni che hanno colpito l'industria tedesca dell'auto) iniziare a svanire". Per il 2019 il Fondo vede il pil dell'eurozona crescere dell'1,2% (-0,1 punti rispetto a luglio) per poi risalire all'1,4% nel 2020 (-0,2%).

Revisione anche per il pil mondiale

Nuova revisione al ribasso anche delle stime di crescita globale: la previsione sul Pil mondiale al +3% nel 2019, dal 3,2% comunicato in luglio e sui ritmi più lenti dalla crisi finanziaria globale. Si tratta, sottolinea lo stesso Fmi, di una "seria discesa dal 3,8% del 2017". Tagliata anche la stima per il 2020, che passa al +3,4% dal precedente +3,5%. "L'economia globale si trova in un rallentamento sincronizzato", si legge nel documento, nel quale si precisa che la crescita debole "è una conseguenza delle barriere commerciali in aumento, dell'elevata incertezza che circonda il commercio e la geopolitica, dei fattori ideosincratici che causano tensione macroeconomica in diverse economie di mercato emergenti e di fattori strutturali, come la bassa crescita della produttività e l'invecchiamento della popolazione nelle economie avanzate".