Mercoledì 19 Giugno 2024

Federazione Bcc investe sul futuro dei territori

"NELLA BUONA e nella cattiva sorte": ricorda il "whatever it takes" – letteralmente, ‘a qualunque costo’ – usato nel 2012 dall’allora presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, la formula accostata dalla Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna alle banche di credito cooperativo, "da 140 anni a sostegno dei territori e delle comunità". È stato proprio questo il focus del convegno tenutosi a Bologna, a Palazzo di Varignana, nei giorni scorsi: una riflessione sul valore del modello di credito cooperativo, nonché sulla capacità delle Bcc, come banche di comunità, di generare benessere e sviluppo inclusivo, promuovendo il lavoro. Le Bcc dell’Emilia-Romagna sono nove: Banca Centro Emilia, Emil Banca, Bcc Felsinea, Banca Malatestiana, Bcc ravennate forlivese imolese, RivieraBanca, RomagnaBanca, Bcc Romagnolo, Bcc Sarsina, tutte distribuite, in maniera estremamente capillare, da un capo all’altro della regione. A confermare l’impatto positivo del credito cooperativo sul territorio hanno contribuito, peraltro, due studi: da un lato, una ricerca commissionata all’università di Bologna con l’obiettivo di analizzare il legame fra il presidio delle comunità da parte delle banche di credito cooperativo dell’Emilia-Romagna e le dinamiche di sviluppo economico e coesione sociale; dall’altro, l’analisi dello scenario nazionale, proposta da Elena Beccalli, preside della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro cuore. Il prof. Giuseppe Torluccio, a capo dell’équipe dell’ateneo bolognese che ha condotto lo studio, ha spiegato: "I dati raccolti mostrano come la relazione fra le Bcc e i clienti sia più stabile e duratura che nel resto del sistema bancario, con un tasso di dispersione fino a cinque volte inferiore: chi sceglie una Bcc difficilmente l’abbandona".

Attualmente le Bcc dell’Emilia Romagna sono operative con oltre 350 sportelli – numero invariato rispetto al 2021 - e rappresentano addirittura l’unica presenza bancaria in 12 comuni della regione: in un’epoca in cui gran parte delle grandi banche chiude le filiali e abbandona i territori, il credito cooperativo continua a svolgere il proprio ruolo di banca di comunità, anche negli angoli più remoti della regione. Infine, impieghi e raccolte da parte del credito cooperativo mostrano di saper allentare le disuguaglianze in modo più efficace rispetto al resto del sistema bancario: "gli oltre 13,5 miliardi reinvestiti sul territorio nel solo 2022 ci hanno permesso – ha commentato Mauro Fabbretti (nella foto), presidente della Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna – di aiutare migliaia di famiglie e imprese nell’affrontare il presente e costruire il futuro, anche nei momenti più difficili".

A proposito di sostegno nei momenti più difficili, è bene ricordare "l’apporto garantito dal credito cooperativo alle popolazioni colpite dall’alluvione dello scorso maggio – ha proseguito Fabbretti –: le Bcc e le relative capogruppo hanno messo a disposizione la cifra di 500 milioni di euro per la concessione di finanziamenti agevolati e moratorie sui mutui. Una disponibilità immediata, andata a giovamento di imprese e famiglie interessate dall’emergenza. A ciò si aggiunge il contributo delle Bcc, di Federcasse, delle capogruppo, della Federazione regionale dell’Emilia-Romagna e di altre federazioni regionali, sotto forma di donazioni, per un totale che oggi supera i 5 milioni di euro. Anche e soprattutto nella cattiva sorte, il credito cooperativo ha risposto ‘presente’ alla richiesta di aiuto dei cittadini".

Maddalena De Franchis