Martedì 23 Aprile 2024

Credito, energia e automotive: la manifattura preme sull’Ue

L’OBIETTIVO È "affermare con forza e decisione il protagonismo della Lombardia in Europa"; la strategia è muoversi come "sistema delle...

Credito, energia e automotive: la manifattura preme sull’Ue

Credito, energia e automotive: la manifattura preme sull’Ue

L’OBIETTIVO È "affermare con forza e decisione il protagonismo della Lombardia in Europa"; la strategia è muoversi come "sistema delle imprese, per parlare a voce univoca". Guido Guidesi (nella foto sopra), assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, spiega così la scelta che il 20 marzo ha visto, per la prima volta, il Tavolo della Competitività della Lombardia a Bruxelles, per approvare e sottoscrivere un documento politico-istituzionale con dieci precisi proposte da sottoporre alla prossima Commissione europea. "Da tempo – spiega – lavoriamo perché il territorio lombardo si rafforzi e mantenga il proprio ruolo di leadership in un contesto di sempre più agguerrita competizione a livello mondiale".

La trasferta europea del Tavolo della competitività, organismo al quale partecipano tutte le associazioni di categoria del sistema produttivo ed economico lombardo, è stata preceduta, racconta ancora Guidesi, "da un anno di lavoro sottotraccia e in ‘silenzio’, durante il quale si sono costruite alleanze tra la Lombardia e le altre regioni produttive d’Europa: si pensi alle tematiche dell’energia, dell’automotive e della chimica".

La sinergia fra territori manifatturieri di Paesi diversi è una strada percorribile?

"Noi l’abbiamo intrapresa. Lo dimostrano i contatti di questi mesi con le varie regioni produttive e il dialogo tuttora in corso intorno all’industria della chimica. Siamo andati a Bruxelles per chiedere che i territori manifatturieri vengano sostenuti e che si possa costruire un confronto diretto con le istituzioni politiche".

Qual è il senso di quest’iniziativa a poche settimane dalle elezioni europee?

"Siamo convinti che sia fondamentale infilarci in questa sorta di ‘transizione’, di cambio di Commissione, visto che l’Europa ha deciso di occuparsi del futuro della sua competitività. La nostra idea è che l’Europa sarà competitiva se ripartirà dai territori manifatturieri; da qui nasce la nuova strategia di creare alleanze, lobby istituzionali, tra territori manifatturieri per influenzare le scelte della prossima Commissione. Lo facciamo perché pensiamo che l’uscente Commissione europea abbia preso decisioni surreali causando gravi danni economici alla stessa Ue. E non vogliamo commettere l’errore di chi, continuando a difendere totalmente queste decisioni, rischia di provocare la fine dell’Europa".

La Lombardia è la prima regione industriale d’Europa: ha superato anche concorrenti come i Lander tedeschi del Baden Wurttemberg e della Baviera.

"È l’unica regione italiana in grado di registrare un indice di competitività regionale sopra la media dell’Unione europea, come gli Stati membri dell’Europa centrale e nordici. Questo grazie alla sua capacità di attrarre investimenti e di portarne oltreconfine. La Lombardia raccoglie oltre un terzo del totale in valore delle partecipazioni estere sul suolo nazionale e sviluppa circa un quinto degli investimenti netti italiani fuori dai confini. Oltre il 60 per cento degli investitori stranieri in Italia – e anche 92 dei 100 investitori più significativi – sono proprio in Lombardia".

La politica monetaria della Bce spaventa le imprese?

"L’accesso al credito è diventato più difficile e questo toglie competitività alle aziende. Specie a quelle che si misurano sui mercati internazionali. è necessario che la politica monetaria della Bce cambi al più presto, anche perché basata su presupposti discutibili. L’inflazione è dettata dalla speculazione finanziaria sui costi energetici. La risposta della Bce, improntata sull’aumento dei tassi, ha causato il blocco degli investimenti e, appunto, un più difficile accesso al credito".

Su questo a Bruxelles avete chiesto il ripristino di un Fondo di Garanzia Europeo per l’accesso al credito.

Esatto, e proprio in affiancamento alla tradizionale politica monetaria della Bce. Ma è anche necessario individuare maggiori margini di flessibilità per gli istituti di credito, valorizzando così il ruolo di volano degli investimenti e dell’innovazione. Ma serve anche il riconoscimento di uno status di eccezionalità per gli istituti di credito cooperativo in relazione al forte presidio territoriale che assicurano".

Qual è lo stato di salute della Lombardia?

"La regione cresce costantemente nell’interscambio mondiale: lo scorso anno questo valore ha toccato il suo picco storico, sfiorando i 350 miliardi di euro, con una crescita del 21%. L’export ha superato i 162 miliardi di euro, il valore più alto di sempre, con una crescita del 19.1%. È di questi giorni, inoltre, la notizia che il Pil della Lombardia alla fine del 2023 è cresciuto del 5,5% grazie anche alla più veloce e robusta ripresa registrata nel biennio precedente. Il ritmo di crescita della Lombardia distanzia nettamente le regioni europee a lei più simili: Catalogna a +1,1%, Baviera a 0,4% e Baden Wurttemberg, ancora sotto del -1% a confronto con il 2019".

I costi dell’energia sono ancora una minaccia?

"Abbiamo chiesto l’istituzione di un Piano energetico europeo, che renda internamente equi i costi primari energetici, quale condizione per competere a pari condizioni nell’Unione e a livello intercontinentale".

Da cosa partire?

"Dai territori produttivi, così da garantire, in futuro, competitività all’Europa. Per fare questo c’è bisogno di regolamentare l’influenza della finanza sull’economia reale. Gli imprenditori non possono produrre senza la possibilità di programmare, perché costretti a guardare la Borsa ogni tre ore e controllare le fluttuazioni delle materie prime e quelle dell’energia e, solo dopo, decidere come agire. Ne va della salute dell’economia reale".

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