Btp mon amour: "Sono l’ideale per ottimizzare il portafoglio"

RENDIMENTI sicuri e interessi più generosi di prima. Sono i due fattori che per tutto il 2023 hanno spinto molti...

Btp mon amour: "Sono l’ideale per ottimizzare il portafoglio"
Btp mon amour: "Sono l’ideale per ottimizzare il portafoglio"

RENDIMENTI sicuri e interessi più generosi di prima. Sono i due fattori che per tutto il 2023 hanno spinto molti risparmiatori italiani a riscoprire il loro vecchio amore per le obbligazioni e i Buoni del Tesoro. Lo scorso anno, con i ripetuti rialzi al costo del denaro, i titoli a reddito fisso sono tornati in abbondanza nel portafoglio dei nostri connazionali. A dimostrarlo sono i successi dei collocamenti dei Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) che hanno fatto il pieno di domande da parte dei risparmiatori privati, allettati da interessi corposi. L’ultima asta del Btp Valore, titolo di stato creato su misura proprio per i risparmiatori privati, ha registrato richieste pari a quasi il doppio rispetto all’offerta. Sempre nel 2023, c’è stato anche il revival dei fondi comuni di investimento obbligazionari, che hanno raccolto in 12 mesi ben 23,7 miliardi euro, seppur in un anno nero per il risparmio gestito nazionale che ha subito deflussi per quasi 50 miliardi di euro. Come andrà il 2024 per il settore obbligazionario? Ecco cosa ne pensa Mauro Valle (nella foto), responsabile del reddito fisso di Generali Asset Management.

Quali sono le prospettive del settore del reddito fisso in generale?

"Con l’inflazione che dovrebbe continuare la sua tendenza al ribasso e le banche centrali potenzialmente orientate verso un atteggiamento più accomodante, riteniamo che il contesto sia maturo affinché i titoli di stato europei possano generare rendimenti positivi nel 2024. Per gli investitori è il momento di sfruttare gli attuali livelli dei tassi per ottimizzare i rendimenti dei loro portafogli. Il reddito fisso è decisamente sulla rotta giusta anche quest’anno".

Negli ultimi mesi gli italiani hanno riscoperto il loro tradizionale amore per i Btp. Qual è la vostra view sui governativi italiani?

"Riteniamo che i Btp italiani siano un buon modo per massimizzare i rendimenti anche nel 2024. I rendimenti attesi sono intorno al 3.5% - 4 %. La nostra stima resta positiva anche per i prossimi mesi, nonostante lo spread contro i titoli tedeschi sia ai minimi degli ultimi due anni. Questo grazie anche alla stabilizzazione dei rating e il ribasso dei tassi che aiuterà a contenere le spese per interessi del bilancio statale. Nel considerare gli investimenti eventuali in Btp, va ricordato anche il regime fiscale che prevede la tassazione agevolata per i titoli di Stato pari al 12,5% e l’esenzione dalle imposte di successione".

Avete particolari preferenze per quel che riguarda le scadenze?

"Date le aspettative di taglio dei tassi dei prossimi mesi si può pensare di avere una buona esposizione sulle varie scadenze dei titoli governtivi. Considerando la curva dei tassi Euro invertita, con le scadenze a 2 anni che rendono più dei titoli decennali, si può anche sfruttare questa situazione, sovrapesando le scadenze medio - brevi, per massimizzare il rendimento del portafoglio in attesa delle prossime decisioni delle Banche Centrali".

Ci sono categorie di titoli che preferite nel settore obbligazionario?

"Un altro modo per incrementare il rendimento ottenibile, oltre che diversificare adeguatamente il portafoglio, è l’investimento in corporate bond. Con la crescita economica probabilmente nella fase più debole, nella seconda metà del 2024 si prevede una ripresa che dovrebbe favorire il credito europeo. Tra le obbligazioni societarie europee, ci sono buone opportunità per accumulare carry ed extra-rendimenti esclusivamente con strumenti di alta qualità e con un buon rating, in particolare provenienti da solidi conglomerati finanziari e industriali con attività meno correlate al ciclo economico. Riteniamo che le scadenze da 1 a 5 anni offrano al momento il miglior rendimento in termini di rischio, mentre nel corso dell’anno ci sarà probabilmente la convenienza ad allungare l’esposizione per scadenze. I rischi di questa allocazione sono due: il costo più elevato del debito o situazioni di difficoltà impreviste delle singole aziende, che potrebbero non essere in grado di rifinanziare facilmente il proprio debito attraverso i consueti canali di prestito".

Cosa dobbiamo aspettarci nella politica monetaria delle banche centrali nel 2024?

"L’inflazione dell’area euro è scesa sotto il 3% a dicembre e sembra avviata ad arrivare in area 2% entro la fine dell’anno, livello ben più basso delle ultime previsioni fatte dalla Bce. Anche se nelle prossime settimane la retorica dei banchieri centrali continuerà a rimanere cauta, per evitare di generare movimenti eccessivi da parte del mercato e mantenere ancorate le aspettative di inflazione, la tendenza di fondo suggerisce uno spostamento verso un orientamento più accomodante della politica monetaria. Senza dimenticare che le condizioni finanziarie più accomodanti sarebbero di aiuto alla situazione macroeconomica dell’Eurozona, che sta attraversando una fase di stagnazione. La Germania in particolare sta attraversando un una fase di crescita negativa, soprattutto sul lato manifatturiero, e tassi più bassi aiuterebbero la ripartenza dell’economia tedesca. Al momento il consensus è che la Bce cominci a tagliare i tassi all’inizio dell’estate ma la vera domanda è quanto profondo sarà questo ciclo di tagli. Per adesso Il mercato si aspetta cinque tagli entro dicembre, che potrebbero sembrare tanti, ma storicamente, quando le banche centrali cominciano a muoversi, il ciclo della politica monetaria è più ampio di quanto previsto inizialmente".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro