Caso Ferragni, pronta la bozza del Ddl beneficenza. Dalla dicitura sui prodotti alle sanzioni: cosa prevede

Sbarca giovedì in Cdm la bozza del testo che regola la vendita di prodotti a fine benefico. Obblighi e sanzioni per produttori e influencer

Arriva in cdm la bozza del Ddl beneficenza dopo il caso Ferragni (Ansa)

Arriva in cdm la bozza del Ddl beneficenza dopo il caso Ferragni (Ansa)

Roma, 23 gennaio 2024 – Obbligo di indicare sulle confezioni dei prodotti le finalità dei proventi, il destinatario della beneficenza e l’importo destinato al fine benefico. Sono queste le linee guida contenute nella bozza del Ddl beneficenza che sbarcherà sul tavolo del Cdm giovedì prossimo. Il Ddl ha lo scopo di normare la vendita di prodotti a fine benefico. Un ‘vuoto’ normativo che va a colmarsi dopo la bufera Ferragni, e per questo battezzato da alcuni 'legge Ferragni'. Nel testo di legge sono inseriti gli obblighi sia del produttore che dell’influencer nonché le sanzioni in caso di mancata trasparenza. 

Comunicare all’Antitrust i tempi di donazione 

Prima di mettere in vendita prodotti i cui proventi sono in parte destinati alla beneficenza, "il produttore o il professionista" deve comunicare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato alcune informazioni, ovvero: il soggetto e le finalità destinatarie dei proventi, oltre all'importo che va in beneficenza; "il termine entro cui sarà effettuato il versamento dell'importo destinato alla beneficenza". Lo prevede la bozza del Ddl visionata dall'Adnkronos.  Inoltre, “entro tre mesi dalla scadenza del termine" il produttore o il professionista "deve comunicare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato il versamento dell'importo destinato alla beneficenza”. 

Cosa va indicato sulle confezioni dei prodotti 

Sulle confezioni dei prodotti di cui parte del ricavato è destinato alla beneficenza, bisognerà indicare "il soggetto destinatario dei proventi della beneficenza; le finalità a cui sono destinati i proventi; l'importo complessivo a cui è destinato, se predeterminato; ovvero, nel caso in cui non lo sia, la quota percentuale del prezzo di vendita o l'importo destinati alla beneficenza per ogni unità di prodotto".

Sanzioni amministrative fino a 50mila euro

Guai per chi pensa di farla franca, ignorando al misura. "In caso di inottemperanza alle disposizioni di cui al presente comma – recita infatti la norma –, l'Autorità applica una sanzione amministrativa da 5.000 euro a 50.000 euro". "La misura delle sanzioni  – si legge nel testo – è determinata, in ogni singolo caso, facendo riferimento al prezzo di listino di ciascun prodotto e al numero delle unità poste in vendita. Nei casi di maggiore gravità la sanzione è aumentata fino a due terzi. Nei casi di minore gravità la sanzione è diminuita fino a due terzi".

Sanzioni sui siti degli influencer 

Gli influencer che violeranno le norme sulla trasparenza nelle vendite di prodotti a fini di beneficenza dovranno pubblicare sul proprio sito il provvedimento sanzionatorio ricevuto. L'Antitrust, è scritto nella bozza, "pubblica, anche per estratto, i provvedimenti sanzionatori adottati su una apposita sezione del proprio sito internet istituzionale, sul sito del produttore o del professionista destinatario della sanzione, su uno o più quotidiani, nonché mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all'esigenza di informare compiutamente i consumatori a cura e spese del produttore o del professionista”. 

Reiterazione della violazione 

In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione dell'attività per un periodo da un mese a un anno.

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