Giovedì 18 Aprile 2024

Acque italiane sempre più forti all’estero. Anche Sant’Anna valica i confini

Sono oltre 1,5 i miliardi di litri d’acqua imbottigliata made in Italy che ogni anno vendono esportati

Milano, 27 marzo 2024 – I ghiacciai e i laghi alpini, i torrenti e gli specchi d'acqua dell'Appennino e i bacini idrografici, tra gli altri, del Po, dell'Adige, dell'Arno e del Tevere.

Acqua minerale in bottiglia - Crediti iStock Photo
Acqua minerale in bottiglia - Crediti iStock Photo

E' l'Italia delle acque dolci, quelle da imbottigliare e distribuire sugli scaffali dei supermercati nazionali e, da qualche tempo, pure internazionali, dove approdano sempre più frequentemente in ragione, pare, delle ottime proprietà organolettiche e di un packaging 'italian style'. I dati targati Beverfood, in questo senso, parlano molto chiaro, indicando come dei 16,5 miliardi di litri d'acqua confezionati ogni anno nel Belpaese dalle etichette di settore oltre 1,5 (quindi poco meno del 10%) valichino i nostri confini per essere versati in bicchieri stranieri. Non troppo, dirà qualcuno, ma nemmeno troppo poco, visto che fino a una manciata di anni fa il consumo estero di acqua nostrana era limitato a una manciata di brand storici.

Invece ora, come spiegato di recente da Alberto Bertone presidente e ad di un marchio in forte crescita come Sant'Anna (nata nel 1996 da un'idea del padre Giuseppe), “l’obiettivo è spingere sull’export, che attualmente conta per il 5% del fatturato”. Facendo accordi diretti con i distributori stranieri e guardando “in particolare ai Paesi europei, come Francia e Germania, ma anche ai mercati arabi e a quello americano, che hanno tutti forte potenzialità di sviluppo”. Senza disdegnare, aggiunge la guida di un'azienda che in quel di Vinadio (Cn) conta 200 dipendenti, produce ogni anno 1,5 miliardi di bottiglie e sviluppa un fatturato di 320 milioni di euro, progetti di crescita per linee esterne. Dal momento che sarebbero in corso di valutazione “l’acquisizione di nuove fonti, sia in Italia sia all’estero”, nella convinzione che “oggi ci sia la necessità di crescere a livello dimensionale per non essere schiacciati”.

E per emergere, di questi tempi, le parole d'ordine non possono che essere innovazione e sostenibilità. Fatto, questo, dimostrato dai recenti “investimenti in automazione” finalizzati “a ridurre i costi” (compresi quelli su 48 veicoli a guida laser a batteria e su carrelli che movimentano le merci in magazzino su impulso di software proprietari e senza l'ausilio di manodopera umana) e il lancio della “prima bottiglia di acqua minerale da 1,5 al mondo interamente biodegradabile e compostabile (e pure il ricorso in sede distributiva a treni, navi e camion elettrici in luogo del classico trasporto su gomma).

Ma Sant'Anna, ovviamente, non è sola, perché anche diversi altri marchi del comparto italiano delle acque stanno alzando considerevolmente l'asticella delle vendite estere, e non da ieri. Nell'ordine delle quote di fatturato generate oltreconfine, San Pellgrino, San Benedetto, appunto Sant'Anna, Ferrarelle e Sangemini. Ma siamo certi che il Made in Italy, lo dicono i numeri, anche in tema di acque sia destinato a fare la differenza sempre di più anche in futuro.

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