Ex Ilva, tutto rinviato a fine dicembre

Governo e sindacati si incontrano a Palazzo Chigi per discutere della vertenza dell'ex Ilva: nessuna svolta, decisione rimandata a dopo l'assemblea del gruppo siderurgico. Soluzione unica: salita pubblica e gestione da parte del pubblico.

Nessuna svolta per la vertenza dell’ex Ilva, nell’incontro che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi tra governo e sindacati. Il governo ha rimandato la decisione a un nuovo incontro che si terrà dopo l’assemblea del gruppo siderurgico, fissata per il 22 dicembre, e all’indomani del consiglio dei ministri di fine anno. Le grandi aspettative per il confronto tra le principali sigle sindacati e i rappresentanti dell’esecutivo : presenti i ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, degli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, del Lavoro Marina Elvira Calderone, delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, assieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano – sono rimaste di fatto deluse per sindacati e lavoratori del gruppo dell’Acciaio. Anche se il governo ha ribadito "l’intenzione di continuare a fare la propria parte" e ha assicurato che "sarà garantita la continuità aziendale". Un nuovo round di confronto è quindi previsto per il 28 pomeriggio, dopo il Cdm, o il 29 mattina.

Di fronte ai tre possibili esiti della vertenza prospettati dal sindacato – salita pubblica come unica soluzione, amministrazione straordinaria o situazione che resta come quella attuale con il soggetto privato – come hanno spiegato il segretario della Fiom Michele De Palma, quello della Uilm Rocco Palombella e quello della Fim Roberto Benaglia, il governo non ha dato risposta ma non ne ha escluso nessuno dei tre. Ma i sindacati sono tutti concordi sul fatto che la possibile soluzione sia solo una: la capitalizzazione e la salita pubblica e la gestione da parte del pubblico dell’azienda.

Alberto Levi

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