Ex Ilva, trattativa ancora in stallo. Mittal: dal governo nessuna risposta

Domani nuovo incontro al ministero con i sindacati, 10 giorni per trovare un accordo .

Ex Ilva, trattativa ancora in stallo. Mittal: dal governo nessuna risposta

Ex Ilva, trattativa ancora in stallo. Mittal: dal governo nessuna risposta

La lettera inviata a Palazzo Chigi da Aditya Mittal, numero uno del colosso franco-indiano dell’acciaio, sembra non aver riaperto margini alla trattativa sull’ex-Ilva. Mittal cerca un "accordo amichevole" con il governo e sarebbe pronto anche a "rimanere come partner strategico di minoranza", perdendo così il controllo congiunto e qualunque potere di voto decisivo, in attesa di un divorzio consensuale con Invitalia. In queste ore l’esecutivo dovrebbe formulare una risposta, ma "al momento Arcelor Mittal non ha ricevuto riscontro", dicono fonti vicine all’azienda. Nelle stanze di Palazzo Chigi c’è cautela, dettata dal timore che Mittal possa aver formulato la missiva per guadagnare tempo. Il segnale in extremis della multinazionale è arrivato dopo il varo del decreto legge che legittima e facilita l’attivazione dell’amministrazione straordinaria per Acciaierie d’Italia, per cui ha già fatto richiesta il socio di minoranza Invitalia. I tempi sono dunque strettissimi: Arcelor Mittal e Invitalia hanno 10 giorni per trovare un accordo ed evitare il commissariamento.

Il governo, intanto, pensa a come contenere le ripercussioni di un possibile commissariamento. Dopo il vertice di venerdì scorso con le aziende, domani il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, incontrerà i sindacati che rappresentano i lavoratori per un aggiornamento sulla situazione. A tutela dell’indotto non si escludono nuove misure, anche apportando migliorie al decreto varato dal Cdm che inizierà il suo iter in Senato. A Taranto però non si allenta la pressione delle imprese che temono con il commissariamento di vedere andare in fumo 120 milioni di crediti.

L’associazione Aigi, a cui aderisce l’80% delle imprese con alle dipendenze circa 4mila lavoratori, sta attuando il blocco della fornitura di beni e servizi, garantendo solo la manutenzione delle batterie degli altiforni "al fine di garantire l’incolumità pubblica", mentre gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani sono in assemblea permanente nell’area della portineria C. Aigi, che venerdì è stata protagonista di una iniziativa di mobilitazione, con corteo e blocchi stradali, sottolinea che non c’è "nessuna garanzia sui crediti esigibili dalle aziende dell’indotto, nessuna garanzia sul futuro di una delle fette più consistenti della economia di terra ionica".

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