Claudio Descalzi, 66 anni, amministratore delegato di Eni
Claudio Descalzi, 66 anni, amministratore delegato di Eni
di Achille Perego Il ritorno all’utile, la fiducia verso i prossimi mesi nonostante l’incertezza sulla ripresa dei consumi petroliferi, e il piano, con anche l’opzione Borsa, per valorizzare nel 2022 le attività di Eni Gas e luce e Renewables (rinnovabili). È un primo trimestre di ripartenza quello dell’Eni con i risultati approvati ieri dal cda presieduto da Lucia Calvosa. Risultati che, sebbene la Borsa abbia considerato inferiori alle attese con un meno 2,67% del...

di Achille Perego

Il ritorno all’utile, la fiducia verso i prossimi mesi nonostante l’incertezza sulla ripresa dei consumi petroliferi, e il piano, con anche l’opzione Borsa, per valorizzare nel 2022 le attività di Eni Gas e luce e Renewables (rinnovabili). È un primo trimestre di ripartenza quello dell’Eni con i risultati approvati ieri dal cda presieduto da Lucia Calvosa. Risultati che, sebbene la Borsa abbia considerato inferiori alle attese con un meno 2,67% del titolo, sono stati sottolineati dall’ad Claudio Descalzi. "In un primo trimestre ancora fortemente caratterizzato dagli effetti del lockdown – ha spiegato – Eni ha evidenziato una robusta ripresa dei risultati, in particolare nel settore E&P (esplorazione e produzione) e nella chimica".

Così, dopo il rallentamento del 2020 dovuto alla pandemia, il primo trimestre del gruppo petrolifero ha visto "nell’ambito di uno scenario complesso" un utile netto adjusted di 270 milioni, pari a quasi cinque volte quello conseguito nello stesso periodo dello scorso anno. In forte crescita (+171% a 1,3 miliardi) l’Ebit adjusted mentre l’utile netto depurato dalle partite straordinarie si è attestato a 856 milioni contro la perdita di 2,92 miliardi del primo trimestre 2020.

Il trimestre ha registrato una generazione di cassa di circa 2 miliardi, nettamente superiore agli investimenti (1,4 sui 6 stimati per il 2021) mentre la produzione di idrocarburi è scesa del 4% a 1,704 milioni di barili al giorno – confermati per l’anno – e l’indebitamento salito di 671 milioni a 12,2 miliardi. I risultati del settore R&M (raffinazione e distribuzione) sono stati ancora penalizzati dalla ridotta domanda di carburanti, mentre è proseguita la crescita del business retail G&P (+19% l’Ebit). E proprio in questo settore il cda ha approvato l’avvio di un progetto strategico per "definire e valutare il piano industriale e finanziario del nuovo veicolo societario che nascerà dall’unione delle attività retail (Gas e Luce) e di energia rinnovabile" con una valorizzazione nel corso del 2022 attraverso un collocamento oppure la cessione o lo scambio di una quota di minoranza.

Infine, secondo Descalzi "il progressivo miglioramento del quadro pandemico ed economico a livello globale" consente a Eni di "prevedere una generazione di free cash nell’anno superiore a 3 miliardi" mentre continua la strategia di decarbonizzazione.