Lorenzo Tazzari

RAVENNA

SONO due facce della stessa medaglia green. Continuare a essere tra i più importanti player al mondo nell’elettrificazione rurale e contemporaneamente valutare la quotazione in Borsa attraverso un’Ipo o accettare l’ingresso di un fondo di investimento. Una scelta, quella della ravennate Tozzi Green, dettata dalla volontà di reperire risorse finanziarie sul mercato dei capitali per sviluppare più rapidamente la produzione di energia da tutte le fonti rinnovabili presenti sul mercato con impianti idroelettrici, maxi eolici, fotovoltaici, a biomassa e a biogas. Dopo circa 30 anni di attività, Tozzi Green ha realizzato impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per circa 700 MW, con cui si potrebbe alimentare il fabbisogno energetico annuo di circa 519.000 famiglie: oggi gli impianti di proprietà in Italia e nel mondo hanno una capacità di circa 118 MW (localizzati per l’85% in Italia) e 613MW sono in gestione.

L’AVVENTURA inizia negli anni 50 con la Fratelli Tozzi che nel 1982 diventa Tozzi Sud. Negli anni 90, Franco, uno dei due fratelli, e il figlio Andrea iniziano lo sviluppo dei primi impianti idroelettrici. Alla fine del 2015 i fratelli Tozzi e i rispettivi figli prendono strade differenti. La società TRE (Tozzi Renewables Energy Spa) che aveva operato nelle rinnovabili per 30 anni diventa l’attuale Tozzi Green. Negli ultimi anni registra una crescita significativa. Nel 2015 i ricavi ammontano a 42 milioni di euro che scendono però a 34,3 nel 2016 per poi ripartire. Nel 2017 arrivano a quota 67 milioni e solo nei primi sei mesi del 2018 crescono a 55,7 milioni (+103% rispetto al 2017) così ripartiti: 41% da produzione di energia da fonti rinnovabili, 48% da elettrificazione rurale e 11% da servizi corporate come le manutenzioni.

ANDREA Tozzi, amministratore delegato di Tozzi Green, è orgoglioso del progetto di elettrificazione rurale in Perù. «Ci siamo aggiudicati una gara d’appalto promossa dal governo peruviano per fornire elettricità a 215 mila abitazioni sparse nei punti più remoti del Paese. Fino a oggi il progetto ha soddisfatto 112 mila famiglie. Abbiamo puntato su piccole batterie che stoccano energia da impianti fotovoltaici installati sul tetto delle case o nelle vicinanze, e la rilasciano quando c’è bisogno». Così le famiglie hanno cominciato ad acquistare la tv, oppure il cellulare.

«VADO in Perù – aggiunge Tozzi – 3 o 4 volte l’anno e incontro queste famiglie. C’è chi ringrazia perché con la luce non entrano più le vipere in casa, oppure chi ha acquistato delle cucitrici e può produrre abbigliamento. Stiamo contribuendo allo sviluppo peruviano». All’esperienza del Perù ora guardano i Paesi confinanti, Bolivia e Ecuador. Il gruppo ha poi sviluppato diversi impianti idroelettrici in Madagascar e in questo settore ha in programma di crescere in Italia, Africa e America Latina.

GLI IMPIANTI eolici sono localizzati per lo più nel sud dell’Italia, soprattutto in Puglia. Sul territorio italiano sono presenti impianti a biomasse e biogas con una centrale elettrica alimentata a biomasse vegetali solide e una centrale termoelettrica alimentata a biomasse vegetali. Ma in Italia è facile o difficile investire nelle rinnovabili? «L’Italia – chiarisce Tozzi – è il Paese europeo più avanzato nel settore con il 37% della produzione totale da fonti rinnovabili. Sulla velocità di realizzazione nel Paese abbiamo sempre avuto esperienze molto diverse, con progetti realizzati in pochi anni e alcuni ancora da completare dopo decenni».

I PROSSIMI obiettivi di Tozzi Green sono improntati alla crescita oltre che in Italia soprattutto sui mercati internazionali tra cui Sud America e Africa. Da qui la necessità di capitali provenienti da mercati finanziari: «Non abbiamo ancora deciso se Ipo o fondi di investimento. Di certo stiamo valutando tutte le opzioni» conclude Tozzi.