Effetto tassi: stretta da 55 miliardi sul credito

L'aumento dei tassi ha causato nel 2023 una riduzione dei prestiti a imprese e famiglie del 4%, pari a 55 miliardi di euro. Mutui sostanzialmente fermi, credito al consumo in aumento di 6 miliardi, prestiti personali in calo di 13 miliardi.

Effetto tassi: stretta da 55 miliardi sul credito
Effetto tassi: stretta da 55 miliardi sul credito

L’effetto scatenato dell’aumento dei tassi ha causato nel 2023 una riduzione del 4%, circa 55 miliardi di euro, dei prestiti a imprese e famiglie. In particolare i finanziamenti alle imprese sono diminuiti del 7%, circa 47 miliardi, mentre per quanto riguarda le famiglie il saldo è negativo per 8 miliardi. Tra le altre voci, i mutui sono sostanzialmente fermi, il credito al consumo è cresciuto di quasi 6 miliardi, mentre i prestiti personali sono crollati di oltre 13 miliardi. E’ quanto emerge dal rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato statistiche della Banca d’Italia, secondo cui, al netto delle cartolarizzazioni, gli impieghi delle banche ai privati sono calati dai 1.347,3 miliardi di ottobre 2022 ai 1.291,8 miliardi di ottobre 2023.

Più nel dettaglio, i prestiti destinati alle aziende sono passati dai 667,1 miliardi del 2022 ai 619,7 miliardi del 2023, con una diminuzione di 47,2 miliardi. Sono fortemente diminuiti sia i finanziamenti a breve termine (fino a un anno di durata), passati da 151,2 miliardi a 136,7 miliardi (-9,54%), sia quelli di lungo periodo (con scadenza superiori a 5 anni), passati da 358,1 miliardi a 328,3 miliardi (-8,33%). Calo, ancorché meno accentuato, anche per il credito di medio periodo (fino a 5 anni), sceso di 3 miliardi (-1,91%) da 157,6 miliardi a 154,6 miliardi.

Sul fronte delle famiglie, si registra un calo di 8,1 miliardi (-1,2%), da 680,2 miliardi a 672,1 miliardi. La diminuzione è legata all’andamento negativo dei prestiti personali, calati di 13,8 miliardi (-9,85%) da 140,4 miliardi a 128,6 miliardi. Cresce invece il credito al consumo, seppur a un ritmo nettamente inferiore rispetto agli scorsi anni: l’aumento è di 6,1 miliardi (+5,4%), da 114,5 miliardi a 120,7 miliardi.

Alberto Levi

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