Edicole in crisi, una su sei ha chiuso. Oltre mille erano guidate da donne

Allarme di Unioncamere: dal 2019 perse 2.700 imprese. La Fieg: urge un piano straordinario di sostegno

Edicole in crisi, una su sei ha chiuso. Oltre mille erano guidate da donne
Edicole in crisi, una su sei ha chiuso. Oltre mille erano guidate da donne

Negli ultimi quattro anni, la sola città di Torino ne ha viste sparire 138, Milano 129, Roma e l’intera provincia 303. E ammontano a quasi 2.700 le edicole che, dal 2019 a oggi, hanno chiuso i battenti su tutto il territorio nazionale: di queste, 2.327 erano imprese individuali. Sono numeri che rattristano, quelli emersi da un’elaborazione realizzata da Unioncamere-InfoCamere sui dati del registro delle imprese: rattristano perché certificano lo stato di crisi in cui versano le edicole, da sempre punto di riferimento imprescindibile per i cittadini. Con un tasso di perdita secca superiore al 16% e percentuali di variazione negativa a doppia cifra in numerose province (da Isernia a Trieste, fino ad Ancona), i punti vendita di giornali e riviste rischiano di diventare simbolo agrodolce di un’Italia da cartolina ingiallita, al pari delle cabine telefoniche recentemente dismesse.

Se si eccettuano Bolzano e Sondrio - i due soli centri in cui, nel quadriennio 2019-2023, è stata inaugurata una nuova edicola – e Oristano, che ha mantenuto tutte le sue 51 rivendite di giornali, la riduzione delle edicole assomiglia piuttosto a una caduta verticale: a settembre 2023, i punti vendita di giornali e periodici contavano su circa 13.500 localizzazioni; a settembre 2019 erano oltre 16mila. La riduzione delle rivendite non è solo causa di disagio per quanti continuano a preferire aggiornarsi sulla carta stampata piuttosto che su strumenti digitali: è anche un passo indietro nella crescita della componente femminile nell’impresa, evidenzia Unioncamere. Considerando le quasi 12mila imprese registrate a fine settembre (al netto, quindi, delle unità locali aggiuntive), 4.450 risultano essere femminili. Ciò significa che il mestiere dell’edicolante piace alle imprenditrici, che in quest’ambito rappresentano più del 37% del totale delle imprese registrate. Proprio le edicole guidate da donne si sono ridotte nel quattro anni anche più della media nazionale del settore, perdendo quasi 1.100 imprese (-19,6%). Interessa meno, invece, ai giovani under 35, ai quali oggi appartiene solo il 5,9% delle edicole presenti nei territori italiani: 528 in meno di quattro anni fa (-43%).

Una situazione che preoccupa la Fieg, la federazione degli editori dei giornali, in prima fila nel chiedere interventi di tutela degli edicolanti. "Là dove c’è una edicola c’è un faro di informazione e un presidio di democrazia", aveva sottolineato, in occasione della "Notte delle edicole", il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti.

Denunciando la "continua diminuzione del numero dei punti vendita di giornali e l’aumento di aree di totale desertificazione", aveva invocato, insieme agli edicolanti, "interventi immediati di sostegno pubblico alle edicole" per favorire il contatto tra l’offerta di informazione di qualità e i lettori.

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