Cantiere edile, operaio al lavoro, ecobonus: foto generica
Cantiere edile, operaio al lavoro, ecobonus: foto generica

Roma, 19 maggio 2020 - Il decreto-monstre da 55 miliardi di euro dovrebbe finalmente vedere la luce della Gazzetta ufficiale solo oggi, dopo che il Presidente della Repubblica lo avrà firmato. Ma, mentre emerge qualche correzione finale come l’estensione dell’ecobonus del 110 per cento alle seconde case nei condomini, le macchine di Inps e Agenzia delle entrate si sono messe in moto già sulla versione finale uscita dal Consiglio dei ministri: l’obiettivo – indicato dallo stesso premier Giuseppe Conte a ministri e direttori generali - è arrivare con i provvedimenti attuativi in contemporanea con l’entrata in vigore del pacchetto. E così, se la tabella di marcia (già in ritardo) verrà mantenuta, entro una settimana potrebbero arrivare sui conti correnti i 600 euro per i lavoratori autonomi e l’indennità della cassa integrazione per i lavoratori dipendenti.

Certo è che l’attività di controllo e bollinatura delle coperture finanziarie della maxi-manovra sta richiedendo più giorni del previsto: i 55 miliardi di extra-deficit non sono completamente sufficienti a finanziare tutti i capitoli e i tecnici del Tesoro stanno limando le risorse. È questa la ragione principale del ritardo, che sta irritando anche il Quirinale, che deve firmare il provvedimento. Ma è altrettanto vero che per alcune norme, come quella sull’ecobonus, si sta lavorando per evitare situazioni contraddittorie: Italia Viva, per esempio, ha posto il problema delle seconde case presenti nei condomini, che dovrebbero essere ricomprese per evitare, se escluse, che l’operazione si blocchi per tutto l’immobile.

E, d’altra parte, però, non manca chi accusa il governo di favorire il ritardo ad arte per evitare esborsi di risorse più rapidi. I leghisti parlano di "cinico calcolo" per "impedire con ritardi e farraginosità normative l’accesso alla potenza di fuoco millantata".
La prova del fuoco, comunque, si avrà nelle prossime giornate quando scopriremo se Inps e Agenzia delle Entrate si saranno organizzate per tempo per pagare. "Con il nuovo decreto la domanda per la Cig in deroga si fa direttamente all’Inps e non più alle Regioni - ha rimarcato il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo – L’Inps potrà anticipare il 40% al lavoratore e nel mese seguente erogherà la restante parte. Questo ci consentirà di velocizzare l’intero sistema". E meccanismi per velocizzare le erogazioni sono previsti anche per i lavoratori autonomi e per l’attivazione della liquidità alle imprese attraverso auto-cerficazioni nelle pratiche con le banche.

Il bonus da 600 euro, per esempio, relativo al mese di aprile verrà liquidato (dall’Agenzia delle entrate e non dall’Inps questa volta) sul conto corrente automaticamente per coloro che lo hanno ricevuto per marzo. Mentre per quello da 1.000 euro di maggio bisognerà presentare una richiesta con la dimostrazione del calo di fatturato subito.

L'ecobonus 2020 varrà anche per le seconde case