Giovedì 11 Aprile 2024

Cosa prevede la direttiva Ue sulle case green approvata in via definitiva e quando entrerà in vigore

Dal 2030 i nuovi edifici privati dovranno essere a emissioni zero. Quelli pubblici dal 2028. Cosa succede per le ristrutturazioni. FdI, Lega e Forza Italia (tranne Mussolini Dorfmann) si sono opposte. A favore Pd, Avs e M5s

Bruxelles, 12 marzo 2024 – L’obiettivo è zero emissioni nel 2050, passando per una riduzione del 16% dei consumi energetici del 16% nel 2030, del 22% nel 2035. E’ la tabella di marcia prevista dalla direttiva europea votata oggi in via definitiva dal Parlamento di Strasburgo che ha come scopo il contenimento del dispendio energetico e delle emissioni di gas a effetto serra nell’edilizia. Hanno votato a favore 370 eurodeputati, 199 i voti contrari, tra cui quelli dei partiti italiani di governo, 46 astensioni. Secondo la Commissione europea, gli edifici dell'Unione europea sono responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. 

Via libera del Parlamento europeo alla direttiva sull'edilizia green (Ansa)
Via libera del Parlamento europeo alla direttiva sull'edilizia green (Ansa)

Cosa prevede la nuova normativa

EDIFICI NUOVI – La direttiva prescrive che tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero dal 2030. Quelli pubblici (di proprietà di enti pubblici o gestiti da enti pubblici), dal 2028.

RISTRUTTURAZIONI – I paesi membri dovranno garantire la ristrutturazione del 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e del 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi di prestazione energetica. Per gli edifici residenziali, l'energia primaria media utilizzata dovrà essere ridotta del 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Questo con interventi interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Le tappe intermedie sono lasciate all’arbitrio dei singoli Stati dell’Unione e, importante,  le misure di ristrutturazione adottate dal 2020 saranno conteggiate ai fini dell'obiettivo di efficienza. Target finale: un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

IMPIANTI A ENERGIA SOLARE –  L'obbligo di installare pannelli solari riguarda i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 203. Gli Stati dovranno anche favorire l’istallazione di impianti fotovoltaici nelle case. 

RISCALDAMENTO – I Paesi membri sono obbligati ad adottare misure vincolanti per decarbonizzare i sistemi di riscaldamento eliminando, gradualmente, i combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffreddamento. Lo stop alle nuove caldaie a gas è previsto dal 2040. Sovvenzioni alle caldaie a combustibili fossili saranno vietate dal 2025, mentre saranno ancora consentiti incentivi a sistemi di riscaldamento misti (a patto però che la parte di energia rinnovabile sia preponderante rispetto a quella combustibile). 

GLI EDIFICI ESENTATI – I governi potranno esentare gli edifici storici e agricoli, le chiese e i luoghi di culto, gli immobili a uso militare e quelli utilizzati solo temporaneamente

Quando entra in vigore

I Paesi membri hanno due anni di tempo per adeguarsi presentando a Bruxelles le loro tabelle di marcia per indicare la via che intendono seguire per centrare gli obiettivi di efficientamento. Per diventare legge dello Stato la direttiva dovrà essere approvata formalmente anche dal Consiglio dei ministri e poi essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale: entrerà in vigore 20 giorni dopo.

Come hanno votato gli eurodeputati italiani 

I partiti italiani della maggioranza di governo hanno votato contro la direttiva sulle case green. Fdi e Lega si sono opposti nonostante in Aula sia arrivata una versione più soft del provvedimento (bocciate le classi energetiche armonizzate), rispetto a quella originale. Anche Forza Italia, ad eccezione di Alessandra Mussolini e Herbert Dorfmann, che invece hanno seguito la posizione del Ppe in Commissione. La maggioranza dei popolari a Strasburgo si è espressa con un sì, come Renew, la quasi totalità di S&D e Sinistra e della totalità dei Verdi/Ale.

Pd e Avs dunque hanno votato a favore, così come i deputati di M5s che non sono iscritti a nessun gruppo europeo. Il Terzo Polo italiano si è diviso. Come risulta dai tabulati Nicola Danti, eurodeputato di Italia Viva ha votato a favore del provvedimento mentre Fabio Massimo Castaldo, l'ex M5S entrato in Azione, ha votato contro. Giosi Ferrandino, l'altro eurodeputato calendiano che siede in Plenaria, risulta assente. 

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