Mercoledì 17 Aprile 2024

Booking nel mirino dell’Antitrust: "Sospetti sugli sconti"

L’Autorità vuole capire se le riduzioni servono a danneggiare la concorrenza

Colosso delle prenotazioni. Antitrust, faro su Booking: "Sospetti sugli sconti"

Colosso delle prenotazioni. Antitrust, faro su Booking: "Sospetti sugli sconti"

Roma, 23 marzo 2024 – Ancora una volta il colosso delle prenotazioni alberghiere, Booking.com, finisce nel mirino dell’Antitrust. Era già successo 5 anni fa, dopo la denuncia di agenzie di viaggio online e dei consumatori sulla presenza di "informazioni fuorvianti o incomplete". Ora l’autorità che vigila sul mercato vuole vederci chiaro su sconti e prezzi delle offerte online. Giovedì, funzionari dell’Agcm, accompagnati dalla Guardia di Finanza, hanno passato al setaccio le sedi dell’azienda e avviato, così, l’istruttoria per abuso di posizione dominante. Il meccanismo che altererebbe il mercato penalizzando, quindi, concorrenti e consumatori, è quello relativo ai "privilegi" concessi dalla piattaforma alle strutture alberghiere che entrano a far parte, a fronte di commissioni più elevate, del programma "partner preferiti" o della sua estensione "preferiti plus". I partner paganti di questo club, in sostanza, avrebbero la possibilità di finire nella vetrina di Booking con prezzi allineati o vantaggiosi rispetto ai concorrenti.

Come? Semplice: quando la piattaforma riscontra, all’esito di un monitoraggio capillare e sofisticato, che una struttura offre prezzi migliori su altri siti online, Booking si riserva la possibilità di applicare, senza il consenso delle strutture, uno sconto (il cosiddetto "booking sponsored benefit") per allineare l’offerta alla migliore tra quelle disponibili online. "Nel suo insieme questa strategia – secondo l’Autorità – sembra idonea a ostacolare lo svolgimento di una concorrenza effettiva nel mercato, quantomeno nazionale, dei servizi online di intermediazione e prenotazione alberghiera, a danno di altre agenzie di viaggio online con effetti negativi sulle strutture ricettive e, in ultima analisi, sui consumatori in termini di maggiori prezzi e minore scelta nei servizi di intermediazione e prenotazione.

Alla fine, insomma, a pagare sarebbero soprattutto i consumatori per effetto di una limitazione oggettiva alla concorrenza fra le strutture alberghiere. Alternando anche il meccanismo che ordina le offerte dal prezzo più basso a quello più alto, in qualche cosa gonfiando le tariffe rispetto a quelle praticate online. La risposta di Booking.Com non si è fatta attendere: "Stiamo collaborando con Guardia di Finanza e Agcm".

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