Cina, è guerra ai liquori europei. Ricadute in Borsa per i grandi brand

Indagine antidumping, colpito il cognac francese: ritorsione contro i dazi sui veicoli elettrici

Cina, è guerra ai liquori europei. Ricadute in Borsa per i grandi brand

Cina, è guerra ai liquori europei. Ricadute in Borsa per i grandi brand

Pechino dichiara guerra ai liquori d’importazione come brandy e cognac: il ministero del Commercio cinese ha annunciato, ieri, di aver avviato un un’indagine antidumping sui prodotti liquorosi provenienti dall’Unione Europea. La notizia ha registrato immediate ricadute in Borsa, trascinando verso il basso tutti i principali titoli europei degli spirits, dai francesi Pernod Ricard e Remy Cointreau, fino alla nostrana Campari (-1,01%), che a Piazza Affari è precipitata ai minimi degli ultimi dodici mesi. L’indagine, avviata dopo una richiesta di un’associazione nazionale di liquori, prende di mira le bevande alcoliche prodotte da vino d’uva distillato, vendute in recipienti inferiori ai 200 litri.

Gli accertamenti sono ancora alle battute iniziali, tuttavia, stando alla ricostruzione di alcuni analisti del settore, si prefigura già una vera e propria guerra commerciale come ritorsione a eventuali dazi che l’Europa potrebbe imporre sui veicoli elettrici cinesi (con la Francia tra i principali sostenitori di questa ipotesi). La Cina avrebbe quindi deciso di prendere di mira il cognac francese, un prodotto che resta di nicchia all’ombra della Grande muraglia, ma è comunque lucrativo per alcuni produttori parigini. Non è la prima volta che Pechino intenta un’indagine sulle importazioni di liquori stranieri. Negli anni scorsi un’operazione simile era stata lanciata nei confronti dei vini australiani, proprio in concomitanza con tensioni geopolitiche tra i due stati. Nel 2013 Pechino avviò un’indagine sulle importazioni di vino dall’Ue a seguito dei dazi sui pannelli solari. Ora la Francia, patria di cognac e armagnac tra i più rinomati al mondo, è la "più esposta a questa nuova indagine", ha spiegato Bruce Pang, capo economista di Jones Lang LaSalle Inc.

Secondo Noah Barkin, consulente senior di Rhodium Group, "la Cina sta mostrando all’Europa come potrebbero essere le ritorsioni se imporrà dei dazi sui veicoli elettrici cinesi", ha aggiunto Noah Barkin, consulente senior di Rhodium Group. La notizia dell’indagine avviata da Pechino ha innescato vendite a catena nel comparto di Borsa dei produttori di bevande. A Parigi Remy Cointreau ha registrato cali fino al 12,5%, mentre Pernod Ricard è scesa fino al 5,6%. A Milano il titolo Campari ha ceduto fino al 2,1%, per poi chiudere con un calo dell’1,01%, in un listino in lieve rialzo (+0,12%). Solo l’altro ieri si era parlato di Campari – e di altri colossi dell’industria delle bevande alcoliche – a proposito delle quotazioni dell’agave azul, principale ingrediente di tequila e mescal: secondo Equita, la discesa dei prezzi (dovuta alla sovrapproduzione registrata quest’anno in Messico) favorirebbe un aumento consistente dei profitti del brand, con un risparmio di 70-80 milioni a livello di utile operativo.

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