Martedì 28 Maggio 2024
LUCA RAVAGLIA
Economia

Chi è il migliore imprenditore italiano? Il sondaggio di Ey

Dalla valorizzazione del personale, all’impatto sociale e ambientale della produzione: le caratteristiche ritenute più importanti

La qualità del lavoro è un fattore fondamentale

La qualità del lavoro è un fattore fondamentale

Roma, 10 maggio 2024 – L’imprenditore ideale è quello che mette al centro la valorizzazione delle persone, guarda all’innovazione del suo settore e presta attenzione all’impatto sociale e ambientale dell’attività che svolge. La sfida è aperta, perché il punto è accertare quanti davvero riescono nei fatti a garantire le tre principali caratteristiche emerse dall’indagine condotta da Ey Private, in collaborazione con Swg e realizzata in occasione del lancio della XXVII edizione del Premio L’Imprenditore dell’Anno ideato e promosso da Ey, leader mondiale nei servizi professionali per le aziende. Dal 16 aprile al 2 agosto sono aperte le candidature per il riconoscimento che, dal 1997, celebra gli imprenditori capaci di contribuire in modo significativo allo sviluppo italiano da un punto di vista economico, ambientale e sociale. Possono partecipare tutti coloro che sono alla guida di aziende attive da almeno 3 anni, con sede legale in Italia e con un fatturato pari o superiore a 40 milioni di euro. “Da 27 anni – commenta Enrico Lenzi, responsabile per l’Italia del Premio Ey ‘L’Imprenditore dell’Anno’ il riconoscimento celebra il talento imprenditoriale che guida l'innovazione e la crescita nel nostro Paese. Secondo l’indagine che abbiamo realizzato, insieme a Swg, tra le caratteristiche di un imprenditore di successo ci sono passione e dedizione (37%), visione e creatività (46%), e la capacità di circondarsi di persone competenti (39%); le stesse qualità che ricerchiamo e che vogliamo celebrare con il nostro Premio, che vuole essere un tributo alla determinazione e, appunto, alla visione dei leader che sfidano lo status quo e ispirano gli altri con le loro imprese”. L’indagine ha coinvolto un doppio campione: da un lato la popolazione (oltre 1.000 soggetti) e dall’altro gli imprenditori italiani (oltre 60 aziende) approfondendo sfide, strategie e prospettive future dell’imprenditoria, ma anche il contributo che porta all’economia del Paese. “Le dinamiche geopolitiche attuali – aggiunge Paolo Zocchi di Ey Italia – stanno esercitando una pressione significativa sul tessuto imprenditoriale, influenzando il rinnovamento dei modelli organizzativi produttivi e gli investimenti. L'attenzione delle aziende si sposta sempre più verso investimenti strategici con particolare attenzione per l'innovazione (75%), la sostenibilità ambientale e sociale (96%), e le attività di ricerca e sviluppo (88%)”. Il punto di vista delle imprese Il 76% delle aziende interpellate prevede una crescita nei prossimi cinque anni, nonostante il 66% abbia dovuto modificare le proprie strategie di approvvigionamento di materie prime e il 50% quelle relative all'energia. L’analisi mostra che le aziende non si stanno limitando a reagire alle difficoltà, ma stanno anche pianificando investimenti strategici per il futuro. La quasi totalità (99%) intende in effetti investire nel prossimo biennio, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, economica e sociale (96%), al rinnovo dei macchinari e delle tecnologie di produzione (93%), alla progettazione di nuovi prodotti, con attenzione alla ricerca e sviluppo (88%). Inoltre, il 75% delle aziende ha in programma di implementare tecnologie basate sull'intelligenza artificiale, segno di un impegno verso l'innovazione tecnologica. La fiducia nel tessuto imprenditoriale italiano è forte, con il 79% degli intervistati che crede nella capacità delle imprese di innovarsi e il 59% nella loro competitività a livello internazionale. Tuttavia, la fiducia nel sistema Italia nel suo complesso è meno diffusa. Un altro aspetto emerso dall’analisi è l'importanza data al capitale umano. Il 91% degli imprenditori italiani prevede di investire sul personale nei prossimi due anni, con l'obiettivo di aumentare le competenze (84%), trattenere i talenti (83%) e garantire la soddisfazione dei lavoratori (80%). Per affrontare le sfide tecnologiche e di innovazione, il 49% degli imprenditori punterà sulla formazione del personale esistente, mentre il 21% cercherà nuove risorse e competenze nel mercato. Nonostante l'ottimismo, le aziende si trovano però di fronte a una significativa distanza tra domanda e offerta di lavoro qualificato, con oltre l'84% che segnala difficoltà nella ricerca di personale adeguatamente formato. I dati dell’indagine confermano l'importanza delle piccole e medie imprese nel tessuto economico e sociale. Secondo l’analisi, l'80% degli italiani riconosce alle Pmi un impatto positivo sulla società, mentre l’85% le considera il motore principale dell'economia nazionale, superando le grandi imprese e le multinazionali. L’occhio della comunità è però decisamente più severo: il 37% degli intervistati apprezza la propensione all'innovazione e il 33% riconosce la competitività nel contesto internazionale. Questi dati emergono in netto contrasto con il solo 17% della popolazione che esprime un'opinione positiva sull'attuale situazione economica dell'Italia. Gli imprenditori italiani sono comunque percepiti come figure chiave nella promozione dell'innovazione (64%) e nella creazione di nuovi posti di lavoro (56%). Tuttavia, c'è un crescente desiderio che mostrino maggiore attenzione verso la responsabilità sociale d'impresa e i bisogni della comunità (56%). Guardando al futuro, si auspica che gli imprenditori diventino ancora più protagonisti nel proprio contesto sociale, con un occhio di riguardo verso i propri dipendenti, considerati un investimento fondamentale per il 60% degli interpellati. Passione e dedizione (37%), visione e creatività (46%), e la capacità di circondarsi di persone competenti (39%) sono state identificate come le caratteristiche principali per un imprenditore di successo. Le aspettative verso le capacità degli imprenditori sono in ogni caso alte, visto che 3 intervistati su 5 esprimono un elevato livello di fiducia nei loro confronti. Gli aspetti più apprezzati delle imprese sono l'impegno verso la sostenibilità sociale, economica e ambientale, con il 36% della forza lavoro che desidera operare in aziende con un forte impegno in queste aree. Infine, le scelte di acquisto degli italiani riflettono un forte attaccamento al Made in Italy, specialmente nei settori Food&Beverage (47%), Abbigliamento e Accessori (37%), Design (36%), e un apprezzamento per lo stile e il gusto italiani, in particolare per automobili e moto (34%).