Una manifestazione dei ristoratori e delle partite Iva che chiede, tra l’altro, il rinvio delle cartelle esattoriali
Una manifestazione dei ristoratori e delle partite Iva che chiede, tra l’altro, il rinvio delle cartelle esattoriali
di Antonio Troise Il conto alla rovescia è già cominciato. E potrebbe riservare un rientro dalle vacanze piuttosto amaro per i contribuenti italiani. Dal 31 agosto, infatti, l’Agenzia delle Entrate potrà di nuovo inviare le cartelle esattoriali rimaste nel cassetto. L’ultimo decreto firmato da Draghi, infatti, aveva allungato lo stop di due mesi rispetto alla precedente scadenza del 31 giugno. Il dossier fisco è comunque già sul tavolo del premier. E ieri è stato uno dei temi toccati durante l’incontro con Matteo Salvini. "Ci sono da bloccare 60 milioni di cartelle Equitalia", ha confermato il leader della Lega. E, in effetti, l’argomento...

di Antonio Troise

Il conto alla rovescia è già cominciato. E potrebbe riservare un rientro dalle vacanze piuttosto amaro per i contribuenti italiani. Dal 31 agosto, infatti, l’Agenzia delle Entrate potrà di nuovo inviare le cartelle esattoriali rimaste nel cassetto. L’ultimo decreto firmato da Draghi, infatti, aveva allungato lo stop di due mesi rispetto alla precedente scadenza del 31 giugno. Il dossier fisco è comunque già sul tavolo del premier. E ieri è stato uno dei temi toccati durante l’incontro con Matteo Salvini. "Ci sono da bloccare 60 milioni di cartelle Equitalia", ha confermato il leader della Lega. E, in effetti, l’argomento proroga è ai primi posti nell’agenda post-pausa estiva del ministero dell’Economia. Anche perché, con lo sblocco delle cartelle, scatterebbe il disco verde per la possibilità dell’Agenzia dell’Entrate di procedere con i pignoramenti per le somme non pagate.

Stesso discorso per i pagamenti derivanti da cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. Una vera e propria stangata. Due le ipotesi sulle quali si starebbe lavorando. La prima è quella di legare un’eventuale nuova proroga dello stop delle cartelle alla durata dello stato di emergenza, che secondo l’ultimo decreto è stato allungato fino al 31 dicembre del 2021. Un modo per dare una boccata d’ossigeno agli italiani e, in particolare, ai settori economici più colpiti dalla pandemia.

Ovviamente, sarebbero allungati di pari durata anche i termini per la prescrizione delle cartelle. Del resto, l’epidemia è ben lontana dall’essere sconfitta: la variante Delta e l’aumento dei contagi getta un’ombra sulla ripresa autunnale e sta tornando a far balenare le famigerate zone rosse e gialle delle regioni oltre allo spettro di nuovi lockdown.

Per questo l’ipotesi di estendere a fine anno la moratoria delle cartelle avrebbe già raccolto un ampio consenso da parte della maggioranza. Più complessa, invece, l’altra ipotesi sulla quale insistono, in particolare, gli esponenti del Centrodestra, dalla Lega a Forza Italia e Fdi. L’idea è quella di estendere il "condono" per tutte le cartelle esattoriali emesse dal primo gennaio del 2000 al 31 dicembre del 2010 fino a un importo massimo di 5mila euro. Attualmente la "sanatoria" riguarda solo i contribuenti che hanno un reddito fino a 30mila euro e che, entro ottobre prossimo, si vedranno automaticamente cancellare i cosiddetti "ruoli pendenti" da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Un’operazione che riguarderebbe circa 16 milioni di incartamenti e 2,5 milioni di cittadini. L’idea che starebbe maturando, invece, è quello di estendere il condono per tutte le cartelle esattoriali più piccole e vecchie, relative al periodo compreso tra il 2000 e il 2015.

I costi a carico dell’erario sarebbero di 730 milioni se si fermasse l’asticella solo per le cartelle fino a 3mila euro, di 930 milioni fino a 5mila euro, di 1,5 miliardi fino a 10mila euro e di 2 miliardi fino a 30mila euro. In particolare, se il governo decidesse di optare per lo stralcio fino a 5mila euro, sarebbero cancellate di colpo 65 milioni di cartelle, più o meno la metà di quelle che sono nel magazzino dell’Agenzia delle Entrate. Un tema che, probabilmente, sarà affrontato solo con la legge di Bilancio.