Lunedì 24 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Stop al caro benzina: limite alla corsa dei prezzi o scatta il taglio delle accise

Il Tesoro lavora a una norma che possa recuperare il gettito mancato con l’Iva. Possibile la proroga dei bonus carburante di 200 euro fino a dicembre

Un meccanismo "automatico" di riduzione delle accise nel caso in cui le entrate tributarie, legate al gettito Iva, aumentassero a causa dell’aumento del prezzo della benzina. Al ministero dell’Economia si sta già lavorando ad una norma ad hoc, da introdurre anche con un decreto, per aggiornare una vecchia disposizione già prevista nella Finanziaria del 2008. In quel caso il prezzo di riferimento era fissato nel Documento di Economia e Finanza.

Nuovi aumenti per i carburanti
Nuovi aumenti per i carburanti

Ora, potrebbe essere il mercato a dettare le condizioni, dal momento che nelle ultime settimane il prezzo dei carburanti è tornato a salire, arrivando ad un passo dai 2 euro al litro.

Ieri, secondo Federconsumatori, la benzina ha raggiunto un picco di 1,90 euro al litro mentre il diesel si è attestato a 1,96. Dati, spiega l’associazione di categoria, "ben al di sopra del dato medio di 1,88 per la benzina e 1,92 per il diesel riportati da Quotidiano Energia e del "Prezzo Medio Italia" settimanale pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla base delle comunicazioni ricevute dalla rete distributiva e dalle compagnie petrolifere, che si attesta a 1,829 euro al litro per la benzina e 1,875 per il gasolio".

Quello che, per ora, l’esecutivo esclude per motivi di copertura finanziaria, è il taglio di 25 centesimi delle accise varato dal governo Draghi e rimasto in vigore fino a novembre. Un’operazione da un miliardo di euro mese, troppo costosa per le casse del Tesoro. Così si starebbe ragionando su una riduzione più contenuta e, soprattutto, legata al principio dell’invarianza di gettito. Dal momento che imposte e accise pesano per circa il 70-80% sul costo dei carburanti, il rialzo dei prezzi porta anche ad un aumento dell’Iva incassata dallo Stato. L’obiettivo del Mef sarebbe quello di sterilizzare questi incrementi riportandoli nelle tasche dei consumatori con un taglio delle accise.

Due, però, le condizioni da rispettare: l’aumento dei prezzi deve superare di almeno il 2% la soglia definita dal governo (che potrebbe essere fra 1,8 e 2,0 al litro) e, in particolare, dovrebbe assestarsi per almeno quattro mesi. In questa maniera si dovrebbero anche evitare eventuali fenomeni speculativi da parte dei distributori o delle compagnie petrolifere.

Nel pacchetto contro il caro-benzina ci sono anche le nuove norme sul decreto trasparenza in discussione in Parlamento, a partire dalla proroga dei bonus-carburante (fino a 200 euro per ogni dipendente) da marzo fino a dicembre. Federconsumatori, intanto, continua a chiedere maggiore trasparenza nei prezzi. "Sarebbe sbagliato eliminare i nuovi cartelli indicatori dei prezzi e ridurre all’irrilevanza le sanzioni contro chi viola le regole", spiega l’associazione che, in particolare, chiede una forte riduzione, almeno in via transitoria, dell’Iva sui carburanti: portandola al 4%, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il risparmio per ogni famiglia sarebbe di oltre 200 euro annui.