Giovedì 30 Maggio 2024
Giulia Bergami
Economia

Caffé sintetico: che cos'è e perché se ne sta parlando?

Secondo il Wall Street Journal nel mondo vengono consumate circa due miliardi di tazzine al giorno e presto la produzione sarà insufficiente

Tazza di caffè

Tazza di caffè

Roma, 16 maggio 2024 – Uno appena svegli, uno durante la pausa alle macchinette a metà mattina e almeno uno dopo il pranzo per combattere il sonno del primo pomeriggio. Secondo un'analisi del Wall Street Journal, nel mondo vengono consumate circa due miliardi di tazzine al giorno e la produzione presto sarà insufficiente. 

L'Italia e la cultura del caffè

Da un'analisi del 2023 dell'area studi di Mediobanca, l’Italia è il settimo consumatore al mondo con circa 95 milioni di tazzine di caffè bevute ogni giorno, per una media di 1,6 ad abitante. 
Secondo quanto riportato  da un'analisi del mercato internazionale del comparto del caffè che aggrega i dati economico-finanziari per il triennio 2019-2021 di 49 player nazionali, è emerso che i ricavi complessivi a fine 2021 sono stati pari a 5,8 miliardi, con le esportazioni al 55,5% e 13.609 dipendenti.

Problemi con il cambiamento climatico  

Utilizzando 14 modelli in tre diversi scenari climatici di aumenti delle temperature, l'Università di Scienze Applicate di Zurigo ha esaminato il cambiamento delle condizioni globali di coltivazione del caffè Arabica fino al 2050. Quello che emerge è che le aree di coltivazione più adatte alla produzione di caffè diminuiranno di oltre il 50% entro il 2050. 

Il caffè sintetico può essere una soluzione?

Acqua, ceci arrostiti, bucce di riso, caffeina dal the verde e aromi naturali. Questa una ricetta alternativa all'utilizzo dei chicchi di caffè proposta da Voyage Foods. Il risultato: un caffè, secondo il produttore, del tutto simile a quello originale con caffeina e fruibile anche con due livelli diversi di tostatura. Ma questo non è l'unico metodo per ovviare al problema dei chicchi di caffè. Il caffè puo essere anche 'sinteticamente' prodotto in laboratorio, come spiega Adnkronos, in ambienti artificiali,  utilizzando gli stessi bioreattori che oggi vengono sperimentati per coltivare piante a bordo delle Stazioni Spaziali.