Giovedì 23 Maggio 2024
LUCA RAVAGLIA
Economia

Bonus affitti 2023: graduatorie per i giovani, durata e importi. La guida

Tra le misure più apprezzate dagli italiani. Quando non è possibile richiederlo

Bonus affitti 2023 e bonus giovani: come ottenerlo

Bonus affitti 2023 e bonus giovani: come ottenerlo

E’ stato confermato anche per il 2023 uno dei bonus più richiesti e apprezzati dagli italiani, quello legato al sostegno nel pagamento dei canoni d’affitto, una parte del quale è specificamente dedicata ai giovani, con l’intento di sostenerli nel (difficile, soprattutto di questi tempi) compito di muovere i primi passi in autonomia fuori dalla casa di mamma e papà. Magari per affrontare con più serenità il periodo di studi universitari fuori sede.

Due graduatorie

Da una parte c’è dunque la platea che riguarda ragazze e ragazzi dai 20 ai 31 anni non compiuti, ma il tema della difficoltà di saldare i conti coi canoni di locazione purtroppo non fa distinzioni di età e dunque a fianco di questa opzione, ne resta aperta anche un’altra, riservata agli adulti e alle famiglie. A patto di rientrare all’interno di una specifica serie di paletti.

Il bonus affitto giovani

Detto del requisito anagrafico relativo a chi ha un’età compresa tra i 20 e 31 anni, chi richiede il riconoscimento di questa agevolazione deve anche avere un reddito inferiore ai 15.493,71 euro. Il contratto di locazione deve riguardare la residenza principale (non quella dove vivono i genitori) e deve essere abbinato a un’intera unità immobiliare (attenzione dunque per esempio nel caso di affitti studenteschi con ragazzi che condividono lo stesso appartamento dividendosi le stanze).

Niente lusso o vacanze

Il bonus non può essere in ogni caso riconosciuto in relazione a locazioni che riguardano locali di elevato pregio o in quelli destinati a ospitare turisti e villeggianti. Sono esclusi pure gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per fare chiarezza, i parametri governativi vietano l’applicabilità del sostegno economico abbinato a locazioni di stabili che si trovano nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

Durata e importi

Il sostegno pubblico ha durata quadriennale e la somma che può essere detratta corrisponde a 991,60 euro. Se si supera tale soglia, la fetta detraibile si riduce al 20% del canone, fino a un massimo 2.000 euro complessivi.

Come si effettua la richiesta

Per presentare la domanda c’è tempo fino a fine anno, salvo poi che in questi mesi la misura venga estesa anche al prossimo futuro. Il riferimento è il sito dell’Agenzia dell’Entrate, attraverso il quale serve allegare i dati dell’immobile oggetto di locazione, abbinati al contratto di affitto stipulato in relazione allo stesso e alla dichiarazione dei redditi di chi presenta la richiesta.

Non solo giovani

Come detto, il tema della criticità legata ai pagamenti degli affitti è trasversale, ragione per cui, già dallo scorso anno è previsto che il bonus venga erogato anche senza riferimento all’età di chi presenta domanda. Anche in questo caso però serve rientrare nell’alveo di specifici requisiti. In particolare chi presenta domanda non deve essere proprietario di un altro immobile accatastato nella regione nella quale sta chiedendo il contributo, non deve avere in essere altri contratti di locazione, non deve essere assegnatario di un alloggio popolare e non deve aver subìto procedure di sfratto. L’edificio deve trovarsi in Italia, deve essere l’abitazione principale e ad esso deve essere abbinato un contratto (che si tratti di canone concordato o meno è irrilevante) della durata di almeno sei mesi. Non ci sono paletti relativi alla cittadinanza, ma è necessario che gli stranieri siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Molte norme variano poi in base alle regioni, a partire per esempio dai tetti fissati in relazione all’Isee o dagli importi dei contributi pubblici versati, che possono variare anche da Comune a Comune. Fattori particolarmente rilevanti Le graduatorie per l’assegnazione del bonus prevedono infine una speciale attenzione nei confronti di chi ha perso il lavoro in seguito alla pandemia o non ha ricevuto il rinnovo di un contratto già in essere, venendosi dunque a trovare in una impellente situazione di criticità.

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