Bce, il taglio dei tassi può attendere ancora

La Banca centrale europea mantiene i tassi fermi, nonostante la previsione di un calo dell'inflazione. La presidente Lagarde avverte che la crescita dei salari e la minore produttività mantengono alte le pressioni sui prezzi. Il conflitto in Medio Oriente rappresenta un rischio e i costi di spedizione sono monitorati. I mercati non reagiscono fortemente alla decisione. La Bce potrebbe prendere una decisione sui tassi in estate. L'andamento dei salari sarà attentamente monitorato.

Tassi fermi, finché sarà necessario. Scenario economico invariato. Nessuna sorpresa nel comunicato con cui la Banca centrale europea ha annunciato che il tasso di rifinanziamento resta al 4,50%, quello sui depositi al 4% e quello sulle marginal lending facilities, per le operazioni di rifinanziamento d’emergenza, al 4,75%. Discutere di tagli, in ogni caso, è stato giudicato "prematuro", ha spiegato poi in conferenza stampa la presidente Christine Lagarde, prevedendo che le pressioni sui prezzi "si attenueranno ulteriormente nel corso dell’anno", ma avvertendo anche che la rapida crescita dei salari e la minore produttività "mantengono alte le pressioni sui prezzi".

Non solo, ma l’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe rappresentare un rischio e per questo la Bce monitora costantemente l’aumento dei costi di spedizione. Invariato lo scenario economico: l’inflazione continua a calare, malgrado il "base effect al rialzo" legato ai prezzi dell’energia, mentre i passati aumenti dei tassi "si stanno trasmettendo sulle condizioni di finanziamento". Robusto il mercato del lavoro nell’eurozona, anche se la domanda di lavoro sta rallentando.

Il livello del costo del credito "ufficiale" appare sufficiente perché i tassi attuali, "mantenuti per una durata sufficientemente lunga", possano contribuire a portare l’inflazione all’obiettivo. Resteranno fermi fino a quando sarà necessario. La stagnazione di Eurolandia potrebbe continuare nel quarto trimestre del 2023, seguita da una fase di crescita "debole e poi da una ripresa", ha detto Lagarde.

I rischi sulla crescita sono ancora orientati al ribasso, per il "peso" della politica monetaria restrittiva e per le incertezze geopolitiche, che potrebbero anche spingere verso l’alto l’inflazione. "Il consiglio direttivo era concorde nel ritenere prematuro discutere di tagli dei tassi", ha precisato Lagarde. La presidente, nei giorni scorsi, ha chiaramente detto che le attese di mercato indicano una riduzione del costo del credito troppo ravvicinata.

I mercati non hanno mostrato alcuna forte reazione alla decisione di mantenere i tassi fermi, con il tasso del Btp in lieve flessione al 3,8%. Gli investitori sono alla ricerca di indizi da parte dei banchieri centrali su quando i costi di finanziamento potrebbero iniziare a diminuire. La Bce ha indicato che una prima decisione potrebbe essere presa in estate, anche se le decisioni continueranno a essere prese "riunione dopo riunione" sulla base dei dati in arrivo. Grande attenzione, oltre che alla politica fiscale, sarà attribuita all’andamento dei salari, che potrebbero sostenere l’inflazione soprattutto – ha spiegato Lagarde – nel settore dei servizi, la cui dinamica dei prezzi è "resistente" e fatica a rallentare.

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