Giovedì 13 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Balneari in piazza contro le gare: "Una legge fermi il caos concessioni"

Il tavolo con il governo non blocca la protesta di Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti: oggi in 5mila a Roma

Gian Marco Centinaio, 52 anni

Gian Marco Centinaio, 52 anni

Roma, 11 aprile 2024 – Dopo i trattori, l’esercito dei balneari. Il governo gioca d’anticipo per attenuare le polemiche ed evitare un nuovo fronte. Così ieri, ha convocato a Palazzo Chigi le associazioni di settore per smussare gli angoli e dare qualche rassicurazione sulla fine delle attuali concessioni marittime, fissata per il 31 dicembre prossimo. Un vertice "tecnico" convocato proprio alla vigilia della manifestazione prevista oggi a Roma delle principali sigle sindacali di categoria, che porteranno in piazza 5mila persone. Una iniziativa, precisano la Fiba, l’organizzazione che fa capo a Confesercenti, che non è contro il governo ma "per sollecitare le istituzioni nazionali a legiferare e superare l’attuale caos normativo. La stagione estiva è alle porte, ma 30.000 imprese balneari e 100.000 addetti diretti vivono nell’incertezza per il proprio futuro".

Duro il giudizio del segretario della Sib-Confcommercio, Antonio Capacchione, che prima di entrare: "Il governo deve predersi l’onere di decidere. Il tavolo consultivo di Palazzo Chigi non produce effetti giuridici. È una presa in giro e questo è intollerabile". Per ora l’esecutivo, certo non ostile rispetto alla categoria, ha cercato di prendere tempo, chiedendo a Bruxelles una ulteriore proroga al 2025 per l’adozione della direttiva Bolkestein, nata nel 2006 e già costata all’Italia l’avvio di una procedura di infrazione.

Nell’ultimo scambio di missive fra Roma e Bruxelles, il governo Meloni ha chiesto di spostare ulteriormente la scadenza delle attuali concessioni in attesa di completare la mappatura delle aree e, soprattutto, verificare se davvero esisteva un problema di concorrenza dal momento che solo il 33% del litorale della penisola è occupato da concessioni. Una tesi che, per la verità, non ha convinto la Commissione europea. In assenza di un nuova legge da parte del governo, tornerebbe infatti in vigore il provvedimento precedente firmato dall’ex premier, Mario Draghi e che ha fissato la scadenza delle concessioni entro il 31 dicembre 2024. E dal momento che il termine si sta avvicinando, molte amministrazioni comunali hanno già iniziato le procedure per predisporre i bandi di gara al fine di riassegnare le concessioni esistenti. Uno scenario che preoccupa non poco i concessionari. Per il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, l’obiettivo resta quello di cambiare la Bolkestein e fermare le gare.