Sabato 20 Aprile 2024

Baladin a caccia di 5 milioni per aprire un birrificio condiviso

L’azienda di Teo Musso apre il suo capitale con la campagna di equity crowdfunding online “Beer Revolution” per raggiungere 50 milioni ed entrare in Piazza Affari entro il 2028. Ma dietro c’è anche un ambizioso progetto di sostenibilità

Birra

Birra

Cuneo, 15 febbraio 2024 - Al via Beer Revolution, la campagna di equity crowdfunding lanciata da Baladin, il più famoso brand di birra artigianale italiano con sede a Piozzo. Sono 5 i milioni di euro che il birrificio ha deciso di racimolare online per mettere in atto la rivoluzione della birra. L’obiettivo? Aprire il primo birrificio condiviso d'Italia, raggiungere l'indipendenza idrica ed entrare in Borsa. “Abbiamo scelto di aprire il capitale dell’azienda per crescere insieme alla nostra community e condividere il percorso che abbiamo immaginato – spiega il fondatore e ad di Baladin Teo Musso - . Il coinvolgimento di coloro che amiamo definire i baladiniani, che insieme a noi condividono valori identitari e filosofia del birrificio, rappresenta, infatti, uno dei pilastri dell’azienda. Non cerchiamo solo soci, ma veri e propri ambasciatori pronti a disegnare insieme a noi il Birrificio Baladin di domani”. Il crowdfunding La campagna di equity crowdfunding ha il via oggi, 15 febbraio, ed è già attiva sulla piattaforma Mamacrowd. L’investimento minimo per i sostenitori del progetto è di 250 euro. Questa forma di finanziamento democratica si rivolge principalmente alle oltre 2 milioni di persone che bevono le birre Baladin ogni anno. Alla base della raccolta fondi c’è un ambizioso piano di sviluppo dell’azienda. Entro il 2028, infatti, Baladin vuole far lievitare il fatturato fino a 50 milioni di euro ed essere quotato in Borsa. Allo stesso tempo, attraverso la raccolta fondi vuole finanziare la realizzazione un ciclo dell’acqua sostenibile attraverso la costruzione di un pozzo nello stabilimento piemontese e avviare Open Hub, il primo birrificio condiviso d’Italia con sede in Lombardia. L’indipendenza idrica Il primo passo è quello di rendere autonomo il birrificio con il Baladin green project. Attraverso la creazione di un pozzo per l’autosufficienza idrica, adiacente allo stabilimento Baladin di Piozzo, l’obiettivo è quello di creare un ciclo di acqua circolare, per impattare meno sul consumo idrico del territorio e al contempo assicurare una continuità produttiva qualora si verificasse una crisi idrica. Il pozzo sarà profondo 300 metri e consentirà di prelevare l’acqua da una riserva sotterranea inutilizzata per produrre birra e pulire gli impianti. Le acque di scarto, invece, saranno depurate biologicamente e riutilizzate per irrigare i campi attorno al birrificio. Il birrificio condiviso Dopodiché, si passerà alla creazione di OpenHub, il primo birrificio condiviso di Italia. Il birrificio sorgerà a Barnareggio, in Brianza, e servirà cinque birrifici artigianali italiani, a partire dalla seconda metà del 2024: Ritual Lab nel Lazio, Opperbacco in Abruzzo, Fabbrica Birra Perugia in Umbria, MC77 nelle Marche e Birrificio dell’Altavia in Liguria. L’obiettivo, in questo caso, è quello produrre sei birre in fusto da distribuire nel mercato Horeca. Lo sbarco in Borsa Ultimo step, l’approdo in Borsa. “Per noi potrebbe essere la cosa più bella - commenta Musso - come continuazione della nostra storia. Diventare una public company ci affascina”. Baladin ha come obiettivo di raggiungere 50 milioni di ricavi entro il 2028, con un Cagr del 22 per cento circa, un’Ebitda del 25 per cento e una produzione di 100 mila ettolitri all’anno nei due siti produttivi. Così, nel 2028, quando il margine lordo dell'azienda sarà salito dal 22 al 25% Baladin potrà puntare allo sbarco in Piazza Affari.   

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