MADDALENA DE FRANCHIS
Economia

Auto a diesel e benzina, le norme nell’Ue e nel mondo. La road map verso lo stop ai mezzi inquinanti

Il governo italiano cerca di scongiurare il blocco dei veicoli Euro 5 in Piemonte. Cosa succede negli altri Paesi

In Piemonte dal 15 settembre scatta il divieto di circolazione per diesel Euro 5 (New Press Photo)
In Piemonte dal 15 settembre scatta il divieto di circolazione per diesel Euro 5 (New Press Photo)

Torino, 29 agosto 2023 – Il blocco dei veicoli diesel Euro 5, previsto in Piemonte dal prossimo 15 settembre, arriva domani sul tavolo del governo. Secondo il vicepremier Matteo Salvini, nell’incontro si studieranno eventuali alternative tecniche per evitare “di danneggiare migliaia di famiglie e lavoratori”. Alla riunione, oltre a Salvini, prenderanno parte i ministri Raffaele Fitto e Gilberto Pichetto Fratin, titolari rispettivamente del Pnrr e dell’Ambiente, e i tecnici dei tre dicasteri. L’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di bloccare o posticipare l’entrata in vigore del provvedimento deciso dalla Regione dopo la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per violazione dei limiti dell’inquinamento atmosferico.

Il regolamento dell’Unione europea prevede lo stop dell'immatricolazione di auto inquinanti, sia diesel che benzina, dal 2035: il testo concordato con il Parlamento europeo era stato approvato in linea di principio, con il voto contrario della Polonia e l'astensione della Bulgaria. Quanto all’Italia, il Piemonte sarebbe stata la prima regione a vietare parzialmente la circolazione delle auto diesel Euro 5: secondo la norma adottata dalla giunta regionale, questo tipo di veicoli non potrà circolare dal lunedì al venerdì tra le 8:30 e le 18:30.

Cosa succede negli altri Paesi europei

All’approssimarsi del 2035, diversi Paesi europei stanno adottando una serie di misure per limitare l'uso di veicoli inquinanti. Una politica popolare è l'introduzione di zone a basse emissioni (Lez) e di zone a bassissime emissioni (Ulez), in base alle quali l'accesso ai centri urbani è limitato a determinati tipi di veicoli. Queste zone fanno anche parte dell'ambizioso progetto dell’Ue "Fit for 55", che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. In Francia, nelle zone ‘Lez’ i veicoli inquinanti non possono accedere al lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20: tutti gli altri veicoli devono essere muniti di un adesivo ‘Crit'Air’ di livello 3 o superiore per poter circolare liberamente. A partire dal 2030, Parigi vieterà ai veicoli a benzina o diesel di circolare in queste zone. In Spagna, tutte le auto che entrano nelle aree urbane ‘Lez’ devono soddisfare lo standard minimo: un adesivo per le emissioni B. Sono previste esenzioni per camion, furgoni, motocicli, ciclomotori, veicoli storici, veicoli di emergenza e trasporto di persone con disabilità. In queste aree anche il parcheggio è soggetto a tariffe differenti a seconda del tipo di veicolo e del livello di emissioni inquinanti prodotto. A Lisbona, in Portogallo, l’area ‘Lez’ è divisa in due sezioni: zona 1 e zona 2. In zona 1, i veicoli devono soddisfare lo standard di emissioni Euro 3 per entrare. Nella zona 2, i veicoli devono soddisfare la norma Euro 2. I veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate non possono entrare in nessuna delle due zone durante le ore di attività. Le restrizioni più severe si trovano forse in Olanda: per accedere alle aree urbane a basse emissioni (Lez), le autovetture diesel, i furgoni diesel per le consegne, i camper e i motorhome devono soddisfare uno standard minimo di Euro 4. Gli autocarri diesel, così come gli autobus e i pullman, devono soddisfare lo standard minimo di Euro 6. Diversamente da gran parte dei Paesi europei, questa zona è attiva 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno.

Stop alle auto inquinanti nel mondo: da quando?

Già in occasione del summit di Glasgow della Cop26, tenutosi nel novembre 2021, numerosi Stati avevano firmato il patto per fermare le immatricolazioni di vetture e van a combustione nel 2035 nei mercati avanzati e nel 2040 nelle economie emergenti. Ma alcuni Paesi bruceranno le tappe rispetto a quanto deciso in Scozia. Il Regno Unito, ad esempio, ha stabilito che le auto a benzina e diesel dovranno abbandonare i concessionari nel 2030 e saranno seguite dalle ibride plug-in cinque anni più tardi. Si muoveranno per il 2030 anche Islanda, Israele, Olanda e Svezia. Il 2031 sarà la volta della Slovenia e quattro anni dopo quella del Cile. Anche la Danimarca dirà basta a tutti i motori a combustione nel 2030 e agli ibridi plug-in nel 2035. La Norvegia, paese all’avanguardia in Europa per l’elettrificazione, ha un obiettivo di vendite 100% in elettrico già per il 2025. Diverse le normative attuate all’interno del Belgio: la regione di Bruxelles saluterà il diesel nel 2030 e la benzina nel 2035, mentre le Fiandre saranno protagoniste di un’eliminazione totale nel 2029. Passiamo agli Usa: se il 2035 è tra i pensieri del presidente Joe Biden, alcuni Stati federali si sono già mossi in autonomia, come California, New York e New Jersey. Washington, invece, ha voluto anticipare tutti in America: solo auto elettriche dal 2030. Al di là dei confini, i vicini del Canada venderanno esclusivamente veicoli a zero emissioni nel 2035. Capitolo Far East: Singapore punta al 2030; Giappone e Thailandia al 2035. In Cina, il governo ha dichiarato di voler elettrificare buona parte delle vendite sempre entro metà del prossimo decennio. In mezzo ci sono i piani di Hong Kong, Macao e Corea del Sud: stop a benzina e diesel nel 2030 e agli ibridi plug-in nel 2035. Più tardi, nel 2040, Taiwan, per chiudere nel 2050 con l’Indonesia.