Piloti d’aereo, hostess, stewart e personale di terra: nei prossimi 20 anni necessari 2,3 milioni di assunzioni

Secondo le previsioni degli operatori lo sviluppo del trasporto aereo sarà esponenziale e ci sono rischi di carenze di personale

Roma, 7 gennaio 2024 – Quando il futuro prende il volo. Tra le professioni che nell’arco dei prossimi vent’anni promettono importanti margini di crescita occupazionale ci sono quelle legate al mondo del trasporto aereo, sia di merci che di persone. Lo dicono le stime, in particolare quelle di due colossi del cielo come Airbus e Boeing, che nelle loro previsioni ipotizzano aumenti della flotta planetaria fino al doppio rispetto ai numeri attuali, con l’immissione nel mercato di decine di migliaia di nuovi velivoli. Oltre 42.500 secondo Boeing, circa 41.000 in base alle valutazioni di Airbus.

Hostess
Hostess

Mercato in forte espansione

La locomotiva del comparto sarà l’area asiatica e del Pacifico, anche se pure l’Africa pare destinata a veder crescere in maniera esponenziale il numero di voli in decollo e atterraggio, per trasferire merci e per dare risposte alle esigenze di spostamento di un sempre crescente numero di passeggeri. Partire, d’accordo, ma per dove? Dire che il mondo non ha più confini è tutt’altro che un luogo comune e i riscontri sono quotidiani. Lo erano ai tempi della pandemia, quando un virus ha trovato i canali per svilupparsi su scala planetaria in uno schiocco di dita e continueranno a esserlo sempre più da qui al prossimo futuro, quando le nuove esigenze lavorative (e ricreative) registreranno una sempre maggiore propensione a considerare il mondo intero come possibile meta da raggiungere dalla sera alla mattina.

Il ruolo dell’Europa

In quest’ottica la posizione strategica del Vecchio Continente è innegabile, se non altro come funzione di scalo per le tratte che solcano gli emisferi. Serviranno infrastrutture, servizi e persone. Piloti, hostess e steward, d’accordo, ma anche personale di terra incaricato delle più svariate funzioni, da quelle logistiche a quelle deputate alla sicurezza.

Prospettive italiane

In questo scenario il nostro Paese non può stare a guardare. Sfruttando anche l’accordo raggiunto con Lufthansa, in grado di allargare orizzonti e prospettive, pare in effetti di più immediata realizzazione la creazione dei 1.200 nuovi posti di lavoro previsti dal piano industriale.

Cieli affollati

Tornando alle stime che hanno come orizzonte temporale il 2042, Boeing prevede che per quella data sarà necessario assumere circa 2 milioni e 300.000 persone da destinare ai vari comparti legati al trasporto aereo, con importantissime ricadute occupazionali che le nuove generazioni farebbero bene a tenere a mente.

Come si diventa piloti

Arrivare a mettere le mani su una cloche non è comunque semplice, visto che la formazione richiesta è strutturata e tutt’altro che economica. Se è vero che l’approccio prevede teoria e pratica un po’ come quando ci si appresta a conquistare la patente di guada di un’auto, le similitudini tra i due comparti finiscono immediatamente. In effetti ogni aspirante pilota deve mettersi alle spalle 14 prove teoriche, dopo di che quando si tratta di mettersi alla prova coi comandi, noleggiare aereo e istruttore significa effettuare investimenti molto significativi, che sono ulteriormente destinati a crescere quando si deve passare alle abilitazioni successive, come quella con volo strumentale o notturno. Quanto si spende? I riferimenti possono partire da 70.000 euro e arrivare a sfiorare il doppio. Cifre importanti e non certo nelle immediate disponibilità di tutti gli aspiranti piloti. Ragion per cui il ruolo ‘ponte’ degli istituti di credito nella concessione di prestiti rivolti a chi sta intraprendendo questo specifico percorso formativo, è spesso decisivo.

Le prospettive lavorative

Il fascino della figura di piloti, hostess e steward è da sempre innegabile, ma lavorare coi piedi tra le nuvole è davvero solo rose e fiori? Al di là dell’entità delle retribuzioni (estremamente variabili in base ad anzianità maturata, compagnie aeree e lunghezza delle tratte) i lati positivi certamente non mancano, ovviamente per chi ama viaggiare. Ma a questi sono da aggiungere anche i turni di lavoro che spesso – in particolare in alcune compagnie – almeno i questi tempi risultano decisamente impegnativi. Scali di qualche ora e poi ripartenze, in lungo e in largo per il pianeta, con poco tempo per vedere il mondo da una posizione che non sia a migliaia di metri di quota. C’è chi lo ama incondizionatamente e chi alla lunga lo soffre. Ma in ogni caso è giusto pensarci, soprattutto per ragazze e ragazzi alle prese con un mondo che entro un decennio o poco più avrà di certo rivoluzionato l’intero mercato del lavoro, creando professioni che ora non esistono e cancellandone altre che magari hanno accompagnato i loro genitori per una vita. Se il futuro mette le ali è giusto tener pronto almeno un bagaglio. Anche di quelli che si imbarcano direttamente in cabina.

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