Martedì 11 Giugno 2024

Alimenti sostenibili e buoni: esempi di cibo a basso impatto ambientale, sano e nutriente

La sintesi è nella dieta mediterranea. Dai funghi alle ostriche, dalle patate ai legumi

Ostriche

Ostriche

Roma, 2 marzo 2023 - Sostenibilità e bontà, un binomio inconciliabile? Non per forza. Quando pensiamo a cibi sostenibili pensiamo di doverci abbandonare ad alimenti insipidi e tristi quando, in realtà, sono molti i cibi buoni e sani che possiamo adottare nella nostra dieta quotidiana. Tra gli alimenti sostenibili rientra tutto il cibo che è sano, nutriente e con un basso impatto ambientale in termini di utilizzo di suolo, risorse idriche impiegate ed emissioni di carbonio e azoto, come i prodotti locali e i prodotti a km 0.

La perfetta sintesi di sostenibilità alimentare è la dieta mediterranea, Patrimonio dell’Unesco: poca carne, tanti legumi e cereali, abbinati a verdure e frutta di stagione. Vediamo insieme quali sono i cibi sfiziosi e sostenibili da portare sulle nostre tavole.

Funghi

I funghi sono stati inseriti dal World economic forum fra gli alimenti del futuro. Questo perché si coltivano facilmente, non hanno esigenze particolari e possono essere utili in un’ottica di adattamento al cambiamento climatico. Il gruppo dei funghi commestibili comprende un gran numero di tipologie, con caratteristiche piuttosto variegate. Anche se non sono piante ma appartengono a un regno specifico (quello dei funghi, appunto), hanno occasioni di consumo analoghe alle verdure, come contorni o ingredienti per zuppe o risotti. Sono costituiti in gran parte di acqua (circa il 90%), ma contengono una discreta quantità di proteine (2-6%) di buon valore biologico. Per questo motivo, a livello industriale, dai funghi si ricava un materiale proteico, come le micoproteine. Dal punto di vista dell’impatto ambientale, una collaborazione del 2017 del Mushroom Council, ha evidenziato il costo per chilogrammo di CO2 di alcuni alimenti, e quello dei funghi si aggira a circa 0,6 kg, solo un pizzico superiore a frutta e noci. Si tratta di un ottimo risultato. Inoltre, i funghi, che necessitano di una piccolissima componente d’acqua per sopravvivere, non vengono coltivati nel terreno, ma in uno substrato compostato (e pastorizzato) che utilizza materiali di scarto, spesso letame di cavallo o lettiera di pollo e vengono coltivati al chiuso. È quindi improbabile che eventuali pesticidi influenzino l'ambiente circostante.

Ostriche

Secondo Our World in Data, i bivalvi d'allevamento, ossia ostriche, vongole, cozze e capesante - hanno meno emissioni di tutti i pesci nel mare, sia allevati che selvatici. L’allevamento delle ostriche si distingue dagli altri poiché non richiede mangime, fertilizzanti, antibiotici. I molluschi si nutrono invero dei soli microrganismi presenti nelle acque e svolgono una preziosa azione di filtro per il recupero ambientale delle acque inquinate. Si tratta, inoltre, di cibi altamente proteici: 100g di ostriche contengono naturalmente circa 10,2g di proteine, alti livelli di acidi grassi essenziali Omega 3 e vari micronutrienti come zinco, ferro, vitamina A e vitamina B12, per questo sono considerati alimenti altamente nutrienti.

Patate

La patata è un alimento sostenibile? Sì, e non solo perché esistono mille modi per riutilizzarne la buccia. A rendere questo tubero imbattibile in termini di impatto ambientale sono soprattutto il ridotto fabbisogno idrico e la bassa impronta di carbonio. Per farsi un’idea: la carne rossa si posiziona in testa alla classifica dei cibi con il più alto tasso di emissioni di C02 per chilo di prodotto con ben 129.75 kg (CO2eq), sotto di diverse posizioni troviamo il petto di pollo con 9.27kg (CO2eq), gli spaghetti, invece, si attestano ad un più accettabile 1,65kg mentre le patate si posizionano ultime con solo 0.21kg di emissioni per chilo.

Legumi

Una valida alternativa alle proteine animali, che sta prendendo sempre più piede: negli ultimi dieci anni il consumo dei legumi è aumentato complessivamente del 47%. La vita sugli scaffali dei legumi è lunga, ragione per cui riducono la perdita e lo spreco di cibo e hanno un altro vantaggio tutt’altro che trascurabile: costano poco. Inserire i legumi nella rotazione delle colture rafforza l’agro-biodiversità e la resilienza ai cambiamenti climatici.

Dal punto di vista ambientale le piante di legumi hanno un importante ruolo nella difesa della fertilità dei suoli grazie alla loro capacità di fissare l’azoto al terreno, riducendo l’uso di concimi chimici e contribuendo alla difesa delle acque e dell’ambiente. I legumi, considerati una volta “la carne dei poveri”, in realtà sono ottimi alimenti da abbinare a molti cereali: una buona polenta con lenticchie e sugo di pomodoro, e perché no una farinata fatta in casa? Oppure un buon hummus o una pasta con patate e fagioli.