Sabato 18 Maggio 2024
JESSICA CASTAGLIUOLO
Economia

Agricoltura, Prandini sferza l’Ue: "Basta con le scelte ideologiche"

Il presidente della Coldiretti: "Un milione di firme per ottenere l’obbligo di provenienza dei prodotti"

Agricoltura, Prandini sferza l’Ue: "Basta con le scelte ideologiche"

Agricoltura, Prandini sferza l’Ue: "Basta con le scelte ideologiche"

"È la giornata dell’orgoglio della Coldiretti". L’organizzazione agricola fondata da Paolo Bonomi festeggia i suoi 80 anni di storia. Ettore Prandini guida l’associazione dal 2018. Nel 2023 la rielezione per il secondo mandato. Imprenditore, figlio del democristiano Giovanni Prandini, è convinto che "bisogna saper dialogare con tutti i partiti, in Italia e in Europa, per portare avanti le istanze del mondo agricolo". Direbbe la saggezza contadina, "là dove coltivi la rosa non può crescere il cardo". Sono molte, intanto, le istanze sulle quali si è trovata un’intesa con l’esecutivo. Tra Coldiretti e Palazzo Chigi sembra tirare buon vento. Un dialogo proficuo? "È un dovere per una forza di rappresentanza avere un dialogo costante con le istituzioni", risponde Prandini. "Poi – precisa – abbiamo certo apprezzato il coraggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida su temi che per noi sono di fondamentale importanza".

Come il divieto della carne sintetica?

"Sì, è per noi importante essere il primo Paese ad averne vietato la vendita, ma anche essere il primo che ha posto l’attenzione sull’aumento della capacità produttiva interna".

Si parla di sovranità alimentare e non di sovranismo. Qual è la differenza?

"Non siamo per la chiusura dei mercati o per un mercato che deve consumare solo quello che produce internamente, ma siamo per la trasparenza e per il principio di reciprocità, che si unisce all’obbligo di indicare l’origine dei prodotti, che vorremmo ci sia per tutti gli Stati europei. Per questo abbiamo lanciato una raccolta firme, puntiamo a raccoglierne un milione in tutti gli Stati membri dell’Ue".

Tornando al dialogo con il governo, cosa si può fare ancora, secondo lei, per salvaguardare il settore agricolo?

"Manca un piano strategico sui bacini di accumulo, con pompaggi che ci devono dare la possibilità di stoccare più acqua rispetto a quello che facciamo oggi. Tratteniamo solo l’11% dell’acqua piovana, il nostro obiettivo è arrivare al 50%. È un traguardo che non si raggiunge dall’oggi al domani, ma dobbiamo iniziare".

A proposito di siccità e cambiamento climatico, gli agricoltori, lo abbiamo visto con la rivolta dei trattori, non sono però allineati con le misure intraprese in Europa.

"Sin dall’inizio abbiamo detto che le manifestazioni italiane, più che a Roma, andavano indirizzate a Bruxelles. Era più di un anno e mezzo che dialogavamo in termini costruttivi con alcuni commissari, ma con altri era impossibile...".

Si riferisce, ad esempio, al commissario per il Clima Frans Timmermans?

"In particolar modo. È stato l’artefice di questo scontro. La responsabilità che ha avuto è stato di far credere che il cambiamento climatico fosse imputabile al comparto agricolo. Ci auguriamo che la futura commissione faccia scelte consapevoli e non ideologiche".

A proposito di futura commissione, le piace questa personalizzazione della politica italiana in vista delle europee?

"No, credo che sia sbagliato. Pochi abbandoneranno il parlamento italiano per andare in Europa. Mi sembra che ci sia più la volontà di avere un riscontro elettorale su quello che si è fatto in Italia. Credo invece che sia importante qualificare sempre di più la classe dirigente che ci rappresenta a Bruxelles. Possiamo anche prendercela con l’Europa, ma se molti parlamentari (non dico tutti) fossero sostituti con il meglio della classe dirigente italiana, sarebbe già un grande risultato per avere un peso diverso".

Non ha pensato di impegnarsi in prima persona?

"Essere presidente della Coldiretti significa già impegnarsi in prima persona. A me non interessa in questo momento il panorama partitico, ma penso che dobbiamo lavorare con la politica per presentare al meglio le nostre istanze".

Non l’hanno corteggiata?

"Ci sono state battute rispetto alla mia disponibilità per una candidatura, ma la mia risposta è stata negativa. Il mio impegno è con la Coldiretti, che guiderò, se mi sarà data la possibilità, per i prossimi quattro anni".

Poi valuterà?

"Le situazioni in politica cambiano tanto velocemente che sarebbe inopportuno darle una risposta. In verità non mi dispiacerebbe anche tornare a fare l’imprenditore".

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