Il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti (sx) e il numero uno Abi, Antonio Patuelli (Ansa)
Il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti (sx) e il numero uno Abi, Antonio Patuelli (Ansa)

Roma 31 ottobre 2018 - Nel giorno in cui il presidente della Federazione editori giornali, Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, presentano nella sede della Fieg un protocollo di intesa tra le rispettive associazioni, si torna a parlare dei temi legati alla riforma dell’editoria. Specie dopo la notizia che il governo ha inserito, nella bozza di manovra inviata alle Camere per la discussione, alcuni punti non proprio favorevoli ai giornali, come il taglio delle agevolazioni tariffarie a partire dal 2020. Riffeser Monti non fa certo salti di gioia, ma mantiene aperta la porta al dialogo. "Valuteremo nel complesso della manovra le misure sull’editoria, abbiamo sempre detto che il settore va riformato. Chiediamo una legge di settore concordata con tutte le forze politiche del Paese, non con un governo che oggi c’è e domani non c’è. Il giornalista deve essere libero e indipendente e quindi le aziende editoriali devono avere una sostenibilità".

Riffeser Monti già in passato si era detto più volte disponibile a un confronto aperto e senza pregiudizi di parte. E, sull’atteggiamento della maggioranza, nota alcuni segni di discontinuità col passato. "Forse un dialogo si può instaurare. Nei giorni scorsi c’è stato un rappresentante della Lega che si è smarcato un po’ dal M5S. Credo che presto ci siederemo a un tavolo, sono convinto. Perché noi siamo delle persone responsabili, la federazione ha degli editori responsabili e anche il governo deve essere responsabile ad ascoltarci".

L’allusione di Riffeser è alle dichiarazioni rilasciate proprio al nostro quotidiano dal responsabile comunicazione del Carroccio, Alessandro Morelli, secondo cui "i giornali rappresentano un valore per tutti e occorre continuare a sostenerli come la Lega si è sempre dichiarata disponibile a fare, specie per le testate più piccole, quelle legate al territorio. Siamo contrari a un taglio indiscriminato delle agevolazioni". Nel corso dell’incontro, avvenuto nella sede romana della Federazione editori, è stato presentato un accordo tra Fieg e Abi, volto a "promuovere specifiche iniziative per valorizzare la diffusione di quotidiani e periodici, favorendo il dialogo tra editori e banche, nel comune interesse di tutela della libertà di informazione e diffusione dell’educazione societaria, finanziaria e al risparmio e di più ampie e generalizzate finalità di progresso e sviluppo".

L’intesa prevede, tra le altre cose, che in alcune realtà locali sprovviste di edicole ma dotate di sportelli bancari, sia la banca a veicolare il giornale cartaceo. In forme e modalità concrete che dovranno essere ancora definite, specie a livello territoriale e con accordi specifici tra singola azienda bancaria e singola casa editrice. Un’intesa ovviamente non contro le edicole, come ha tenuto a specificare Riffeser. "Non facciamo concorrenza a nessuno, non è un accordo che va contro l’edicola, ma va ad integrarsi alle zone in cui l’edicola non c’è", ha spiegato il presidente Fieg. "Vogliamo incoraggiare tavoli nazionali nelle località dove non ci sono punti vendita di giornali. Ventisettemila filiali che abbiamo sul territorio, che possono essere utili a diffondere il canale cartaceo, sempre nella logica della libertà di scelta", ha sottolineato Patuelli. L’intesa favorirà inoltre il dialogo tra singoli editori e singole banche, la costituzione di un tavolo permanente Abi-Fieg per l’individuazione di tematiche di comune interesse, la realizzazione di studi, ricerche, convegni, corsi e analoghe iniziative, la partecipazione di relatori a eventi organizzati da ciascuna delle parti.