Lunedì 20 Maggio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

A giugno il taglio dei tassi in Europa: "L’inflazione non fa più paura"

Panetta (Bankitalia) ottimista. Il ministro Giorgetti all’Fmi: stabilità del debito nonostante il superbonus

A giugno il taglio dei tassi in Europa: "L’inflazione non fa più paura"

A giugno il taglio dei tassi in Europa: "L’inflazione non fa più paura"

È proprio dagli Stati Uniti che il governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta, annuncia il possibile taglio dei tassi di interesse a giugno. Una mossa che la Fed americana sembra aver deciso di rinviare oltre questa scadenza a causa delle fiammate inflazionistiche che ancora di registrano negli Usa. In Europa, invece, fa capire il numero uno di via Nazionale a margine dei lavori dell’Fmi a Washington, la situazione è diversa. "Da quanto emerso dalla riunione del consiglio direttivo e detto dalla presidente della Bce, la disinflazione sta avanzando e questo porterà a riconsiderare il livello della restrizione. E probabile che a giugno si possa portare qualche novità nel livello dei tassi, ovviamente nel senso che diventano meno restrittivi", ha spiegato il governatore.

Più complessa la situazione dell’economia internazionale, al centro anche della riunione dei ministri delle Finanze del G7. "Abbiamo un livello di incertezze molto elevato, il mondo sta rallentando. Con il mondo rallenta l’Europa e con l’Europa, l’Italia", ha aggiunto Panetta. Che, tuttavia, ha lanciato qualche segnale di ottimismo per il nostro Paese: "Tenendo conto degli shock, l’andamento economico dell’Italia è stato soddisfacente".

Le ultime previsioni dell’Fmi, infatti, indicano er l’Italia un Pil in crescita dello in crescita dello 0,7% nel 2024, tre decimali di punto in me rispetto alle stime del governo. Ma il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ne fa un dramma: "Anche noi abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita. Il Fmi è sempre molto prudente e tende storicamente a sotto-stimare le previsioni di crescita per l’Italia e questo mi conforta perché tenendo conto di quanto in media ha sottostimato le previsioni dell’Italia, potrebbe voler dire che la previsione dell’1% del governo è assolutamente realistica". Il vero nodo da sciogliere è però quello relativo al debito pubblico, per il quale è prevista una discesa molto lenta e solo a partire dal 2026. "I consigli sono sempre bene accetti – ha spiegato il responsabile del dicastero dell’Economia - Stiamo lavorando nella direzione della stabilità del debito. Abbiamo avuto un effetto una tantum relativo al Superbonus che ha stravolto i dati di deficit e di debito nei prossimi anni. Sappiamo perfettamente che molto dipenderà dalla capacità di produrre crescita".

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