Mercoledì 24 Luglio 2024
PAOLO GRILLI
Cronaca

Verso le paralimpiadi. La campionessa-ingegnere: "L’inclusione sia vera, non bastano solo le parole"

Giulia Ghiretti, 30 anni di Parma, ha vinto due ori mondiali nel nuoto. "C’è troppa distanza fra la realtà e ciò che si vuole realizzare per i disabili. Non mi sono mai sentita un peso. Lo sport è riuscito a farmi andare avanti"

Giulia Ghiretti, 30 anni  di Parma, ha vinto due ori mondiali nel nuoto

Giulia Ghiretti, 30 anni di Parma, ha vinto due ori mondiali nel nuoto

Roma, 1 luglio 2024 – "Lo sport è unico perché moltiplica le emozioni. Chi gareggia è tutt’uno con gli spettatori e questa condivisione riguarda anche chi ti ha seguito per anni nella preparazione. Alle Paralimpiadi questa magia raggiunge il suo massimo". Parola di Giulia Ghiretti, trent’anni, ingegnere biomedico, 50 titoli italiani nel nuoto, tre ori mondiali, due argenti e un bronzo alle Paralimpiadi.

Parigi è dietro l’angolo.

"Mancano un paio di mesi. Ora le giornate sono tutte un ’loop’ di allenamento e riposo. Non c’è ansia, però: la strada è quella giusta, dopo gli Europei di aprile".

Dopo i due argenti e il bronzo fra Rio e Tokyo, l’obiettivo a queste Paralimpiadi sarà quello massimo possibile?

"Non dirò mai a che cosa punto... Scherzi a parte, il bersaglio grosso forse stavolta è più raggiungibile. Ma certezze non ce ne sono. Mi aspetto una gara tirata, che si arrivi in quattro o cinque su una stessa linea a giocarci tutto".

Facciamo un rewind. A quel maledetto giorno del 2010, quando l’incidente nell’allenamento di ginnastica a 16 anni, facendo un salto sul trampolino elastico, ha cambiato la sua vita.

"Inutile negarlo, è stato traumatico. Ma poi per me non è cambiato tutto. Ho avuto la fortuna di avere le persone giuste intorno. Non mi sono mai sentita sola e mai un peso. L’atteggiamento mio, della famiglia e degli amici non è stato di concentrarsi su quello che non si poteva fare, ma su come rendere possibili le cose. Certo ci ho messo del mio e lo sport ha fatto andare avanti la mia vita. Si sono aperte anche porte, sono giunte possibilità che non si potevano immaginare".

L’inclusione è diventato un valore preziosissimo.

"In realtà è un termine che non mi piace. Non voglio essere fraintesa: è bene ed è necessario che ci sia e rappresenti una priorità sociale. Ma finché se ne parla, significa che c’è ancora distanza fra la realtà e quello che si vorrebbe vedere concretizzato".

Che cosa rappresenta lo sport per lei?

"Un modo di essere irrinunciabile. Anche un notevole impegno. Lo sport è qualcosa che dà sollievo e che fa stare bene. Poi, ci può essere quello agonistico che si prende anche i riflettori. Ma è bene sottolineare l’importanza della fatica utile e costruttiva che fanno tutti gli sportivi disabili, a vari livelli".

Come si può conciliare un’attività così totalizzante con un percorso impegnativi di studi come quello che ha concluso?

"Non c’è nessun segreto. Si tratta di percorsi che si scelgono e che poi coerentemente si seguono. Quindi non è appropriato parlare di sacrifici. Certo può pesare un po’ quando devi studiare o nuotare e altri partono per le vacanze. Lo studio e lo sport sono molto simili, sono disseminati di prove sul percorso fatto. E raccogli quanto hai seminato. È importante sempre ricordarsi che come persona non sei un voto, non sei un risultato, ma quello che hai fatto fino a quel momento".

A Parigi, dopo lo stop ai tifosi di Tokyo per la pandemia, tornerà il grande pubblico.

"Mi aspetto di rivivere le emozioni di Rio 2016. Alle Paralimpiadi fu raggiunto anche il record di presenze nell’impianto, superiore persino a quello delle Olimpiadi. A Parigi ci saranno anche tanti amici, coinvolti nel mio percorso di atleta, e già questo è meraviglioso. È come chiudere un cerchio e questo mi dà una carica in più".

Cosa succederà dopo Parigi?

"Per ora non ci penso. Dall’anno scorso sono in Polizia, c’è stato un cambio culturale con la nuova legge che ha reso possibile l’ingresso nelle forze dell’ordine agli atleti con disabilità. Ho tante possibilità di scelta, ma sono sicura che lo sport resterà la mia vita".