di Giampaolo Pioli L’orco’ sta scontando 23 anni di carcere per violenza sessuale ed è in attesa di un nuovo processo a Los Angeles. Forse Harvey Weinstein, l’ex produttore cinematografico condannato per numerosi episodi di stupro e molestie soprattutto nei confronti di attrici, non si è nemmeno accorto che uno dei mostri della trilogia de Il signore degli anelli fu modellato a sua immagine e somiglianza. Una vendetta del regista della saga fantasy, Peter Jackson, più volte osteggiato dall’ex produttore in...

di Giampaolo Pioli

L’orco’ sta scontando 23 anni di carcere per violenza sessuale ed è in attesa di un nuovo processo a Los Angeles. Forse Harvey Weinstein, l’ex produttore cinematografico condannato per numerosi episodi di stupro e molestie soprattutto nei confronti di attrici, non si è nemmeno accorto che uno dei mostri della trilogia de Il signore degli anelli fu modellato a sua immagine e somiglianza. Una vendetta del regista della saga fantasy, Peter Jackson, più volte osteggiato dall’ex produttore in vista della produzione del film. Weinstein pretendeva infatti che tutte le avventure di Tolkien fossero sintetizzate in un’unica pellicola.

Verso Jackson il produttore dell’ex Miramax nutriva una profonda antipatia. A rivelare l’ispirazione è stato ’Frodo’, il personaggio interpretato sul grande schermo da Elijah Wood, nel corso di un’intervista alla podcast Armchair Expert dell’attore Dax Shepard.

"Fu una sorta di ’vaffa’ in codice nei confronti del produttore – ha fatto sapere Wood –. Credo che il lavoro di Jackson sia stato una vendetta in codice per le angherie ripetute che aveva subìto da parte di Weinstein, a quel tempo padrone assoluto di Hollywood, nei confronti del suo progetto. Peter voleva trarre almeno due film dai romanzi di Tolkien, ma Harvey gli chiese di adattare tutti i libri in una sola pellicola". Weinstein aveva anche minacciato di sostituire Jackson con Tarantino o John Madden – ponendo un veto su Mira Sorvino e Ashley Judd già scritturate – perché avevano rifiutato le sue avances". "Jackson – ha aggiunto l’attore – chiese quindi a Weinstein di poter trovare un altro produttore: si sentì rispondere che, sì, andava bene ma aveva un solo fine settimana per farlo e che il nuovo arrivato doveva accettare di produrre tutti i film o nessuno.

"La finestra temporale era una follia. Peter girò un bellissimo video per reclamizzare la proposta e lo fece vedere in giro, ma la maggior parte dei produttori si tirò indietro – prosegue –. Non volevano investire i loro soldi su più film a scatola chiusa". Weinstein alla fine accettò di produrre almeno due film ma mise un tetto di 75 milioni di dollari alla produzione. Il team di Jackson fece allora girare la sceneggiatura e il resto è storia: il progetto trovò il tappeto rosso con Bob Shaye, il fondatore di New Line Cinema, che accettò di produrre tutti e tre i film. "Fu un rischio incredibile – ammette Wood –, ma ne valse la pena: la trilogia del Signore degli Anelli ha incassato quasi tre miliardi di dollari al box office, diventando uno delle più grandi serie cinematografiche mai prodotte".