Roma, 2 marzo 2021 - La curva epidemica del Coronavirus torna a salire (qui il bollettino del 2 marzo) e la conseguente mappa dei colori delle Regioni si concentra sempre di più sull'arancione e il rosso in quasi tutt'Italia. In questo quadro, non resta che accellerare sulle somministrazioni dei vaccini anti-Covid e il nuovo piano che Palazzo Chigi ha affidato al coordinamento di Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, prevede di arrivare a 56 milioni di iniezioni entro giugno. Dopo AstraZeneca, che ha ribadito la disponibilità "a cedere le licenze di produzione" dei vaccini, oggi l'Ema annuncia un altro possibile passo avanti: l'Agenzia europea per i medicinali ha fissato per l'11 marzo l'incontro del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) per la conclusione della valutazione del vaccino Janssen della Johnson & Johnson. E' possibile quindi che, in quella data, venga autorizzato il farmaco in Ue.

Intanto, mentre l'Austria e Danimarca 'scaricano' la Ue e puntano su Israele per la futura copertura vaccinale, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha convocato per domani alle 10 il secondo tavolo sui vaccini con Farmindustria-Aifa: saranno presenti il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, il direttore generale Enrica Giorgetti, il direttore centro studi, Carlo Riccini, mentre per l'Aifa ci sarà il presidente Giorgio Palù e il commissario per l'emergenza Paolo Figliuolo. E' previsto invece per giovedì alle 11, sempre al Mise, l'incontro con il commissario Ue, Thierry Breton, responsabile della task force europea sui vaccini: si discuterà proprio del piano europeo di rafforzamento per la produzione di vaccini.

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Nel frattempo, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo su Sky TG24, invita a "valutare la possibilità della singola dose per quanto riguarda Pfizer e Moderna e fare la seconda più avanti rispetto a quanto previsto dalle linee guida vista la carenza e il fatto che è dimostrato che la prima dose è comunque molto protettiva". La decisione, ha precisato Sileri, "spetta alla Commissione tecnico-scientifica in seno all'Aifa". Ma "una cosa è certa: si può andare oltre le tre, quattro settimane indicate". Sileri ha aggiunto che "il meccanismo si inceppa a livello regionale: alcune Regioni sono indietro perchè c'era già una sofferenza dei dipartimenti di prevenzione. Inoltre, c'è stato anche qualche 'furbetto del vaccino' che è stato vaccinato non avendone ancora diritto". Il piano, dunque, per il sottosegretario sta andando avanti: "Si tratta di resistere ancora qualche settimana", ha detto Sileri, ricordando la quasi immunità di gregge raggiunta nella popolazione dei più anziani, la copertura garantita dai vaccini contro le varianti e un'ampia immunità garantita dalla dose singola.