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25 mag 2022

Un anno in più per le gare e maxi indennizzi

25 mag 2022
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico
Gilberto Pichetto Fratin (68 anni), viceministro dello Sviluppo economico

ROMA

Un anno di più per mettere a gara le concessioni balneari (ma solo in presenza di contenziosi) e maxi indennizzi per i gestori dei lidi. Dopo settimane di estenuanti trattative, maggioranza e governo trovano l’intesa sul capitolo più spinoso del Ddl Concorrenza. L’emendamento dell’esecutivo è stato presentato ieri in Commissione Industria del Senato dal viceministro di Forza Italia, Gilberto Pichetto Fratin.

Ecco, nel dettaglio, le novità più significative contenute nel testo che dovrebbe avere il via libera della maggioranza ed evitare, sul filo di lana, il ricorso al voto di fiducia.

Salta la scadenza del 31 dicembre del 2023, come chiesto anche dal Consiglio di Stato, per la fine delle concessioni attive. Le gare per l’affidamento delle aree demaniali possono slittare di 12 mesi, fino al 31 dicembre del 2024. Ma ad una condizione: ci devono essere ragioni che impediscano la conclusione della procedura selettiva come un contenzioso o difficoltà oggettive legate all’espletamento della gara". Fino alla fine del 2024, quindi, "l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima".

L’altro caposaldo dell’accordo riguarda i ristori previsti per gli attuali gestori dei lidi. Il soggetto o l’azienda che subentra in una concessione dovrà riconoscere al precedente titolare un indennizzo che comprende non solo i valori dei beni mobili o immobili ma anche gli investimenti immateriali, ovvero quelli relativi all’avviamento di attività commerciali o di interesse turistico. Inoltre, nel calcolo del ristoro, entreranno anche gli investimenti effettuati per l’esercizio dell’impresa. I partiti e, i concessionari, vorrebbero un calcolo basato al lordo degli ammortamenti: un sistema che di fatto alzerebbe l’asticella del valore dell’asta e che incontrerebbe ostacoli anche a Bruxelles. Nel testo del governo, invece, si parla solo di investimenti netti.

Non rientrano, invece, nel calcolo degli indennizzi le opere o le attività esercitate senza un "titolo abilitativo compresa, ove prevista, la comunicazione o la segnalazione dell’autorità amministrativa". In sostanza, non ci sarà nessun indennizzo per le strutture abusive o per le attività commerciali o turistiche esercitate senza licenza. Il valore dell’impresa sarà, in ogni caso, calcolato sulla base delle scritture contabili "o su una perizia giurata redatta da un professionista abilitato che ne attesta la consistenza". Nella stima rientreranno tutti i beni "oggetto di investimento per l’esercizio di impresa", compresi quelli "mobili". Tra questi, solo a titolo di esempio, rientrano i trattori usati per la pulizia della spiaggia, i lettini e le sdraio.

Antonio Troise

© Riproduzione riservata

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