Giovedì 13 Giugno 2024

L’alpinista Tomas Franchini trovato morto sulla cordigliera delle Ande, era disperso da domenica

Il 35enne trentino era impegnato nella scalata della cima Cashan nel Perù quando una cornice di neve si è staccata facendolo precipitare. Il fratello: “In montagna eri il migliore di tutti”

L'alpinista Tomas Granchini, 35 anni, morto mentre scalava una cima sulla cordigliera delle Ande (Ansa)

L'alpinista Tomas Granchini, 35 anni, morto mentre scalava una cima sulla cordigliera delle Ande (Ansa)

Trento, 4 giugno 2024 – È stato trovato morto l'alpinista italiano Tomas Franchini, disperso da domenica mattina sulla sulla cordigliera delle Ande, nel nord del Perù. Il 35enne trentino stava scalando la cima Cashan, della Cordillera Blanca, quando una cornice di neve si è staccata facendolo precipitare.

"Il suo compagno di cordata (l'alpinista cileno Cristobal Señoret Zobeck, ndr) mi aveva riferito che non c'erano speranze di trovarlo in vita", ha riferito il fratello Silvestro all’Agi, mentre i soccorritori erano ancora impegnati a portare a valle la salma.

Una lunga carriera sui monti

Nato nel 1989 a Madonna di Campiglio, Franchini era un alpinista, guida alpina e maestro di sci. Cresciuto alpinisticamente sulle Dolomiti di Brenta, le montagne di casa, successivamente ha scalato montagne della Patagonia e del resto del Sud America, ma anche di India e Cina (monte Edgar a 6.618 metri nella regione del Sichuan e in solitaria l'inviolata parete est del Lamo She a 6.070 metri). Ha ottenuto due candidature al Piolet d'Or e ha vinto due volte il premio 'Paolo Consiglio' del Club alpino accademico italiano: la prima nel 2014 per l'ascensione del Cerro Rincon e la seconda nel 2017 per per la spedizione 'Kishtwar Shivling 2016', nel Kashmir indiano.

Nel 2018, inseme al fratello Silvestro, aveva compiuto il concatenamento di una serie di cime nell'ambito del progetto 'Los Picos 6500'. Ed è proprio il fratello a ricordarlo adesso. "Hai vissuto poco, ma hai lasciato il segno. In montagna eri il migliore di tutti, con margine", dice Silvestro Franchini.

Il ricordo del compagno di cordata

Anche il suo ultimo compagno d’avventura ha voluto ricordarlo sui social. "Hai percorso la cresta in modo incomparabile, muovendoti con molta calma e godendoti le tue montagne, nel luogo in cui eri più felice e appagato, non ho mai pensato che con un alpinista come te ci potesse essere un viaggio di non ritorno, mi hai sempre trasmesso quella sicurezza che avevi nel muoverti nel tuo cosiddetto tempio, le montagne, con un'etica e dei valori ammirevoli, rispettando, imparando, godendo di ogni passo e di ogni respiro in esse – ha scritto Cristobal Señoret Zobeck in un post su Instagram –. Mi hai invitato a questo bellissimo progetto, la più bella via che abbia mai fatto in vita mia, essere stato al tuo fianco in questi giorni è una fortuna incomparabile, farò tesoro di ogni secondo in cui sono stato al tuo fianco, mi sento molto fortunato a poter dire che sei mio amico, mio fratello".