Mercoledì 17 Luglio 2024

La nonna di Thomas: “Non si può uccidere un ragazzino così. Non era un drogato”

L’omicidio brutale a Pescara per mano di due coetanei. “L’ho cresciuto io, sono stata la mamma. La giustizia prima o poi viene a galla”. Il fratello di uno degli indagati: “Paghi per ciò che ha fatto”

Pescara, 25 giugno 2024 – E’ una città sconvolta, Pescara, dopo il brutale omicidio di Christopher Thomas Luciani, 17 anni da compiere, ucciso domenica in un parco per mano di due coetanei.

Parole drammatiche arrivano dalla nonna del ragazzino, Olga, una nonna-mamma perché è stata lei – racconta – a crescere Thomas.  

"Non si può uccidere un ragazzino così. Era mingherlino, piccolino - ricorda - Era un ragazzo d'oro. Aveva i grilli che hanno tutti i ragazzi di questa età. Non era un drogato e non era un tossico. Aveva tre anni e mezzo quando l'ho preso. L'ho cresciuto io, sono stata la mamma”. Alla domanda se la madre verrà qui, la donna risponde: “Mi chiede una cosa impossibile, non vuole vedere suo figlio in una bara”.

Thomas Luciani era fuggito da una comunità di Limosano (Campobasso), venerdì 21 giugno
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Intervistata dal Tgr Abruzzo, la nonna si rivolge agli assassini del nipote: “Tanto la giustizia prima o poi viene a galla. Spero”. 

Bigliettini lasciati al parco di Pescara dove è stato ucciso Thomas (Ansa)
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Il fratello di un indagato: “Paghi per ciò che ha fatto”

"Devo fare i conti con la ferocia e l'indifferenza di cui parlano le indagini - sono invece le parole rilasciate al Tg1 dal fratello di uno degli indagati -. Ho pianto per Thomas, a me e alla mia famiglia dispiace innanzitutto per Thomas perché lui non c'è più. Da domenica sto vivendo l'inferno. Mio fratello è accusato di questo massacro e se ha sbagliato dovrà pagare".

“È pur sempre mio fratello – ha aggiunto -, gli vorrò sempre bene però paghi il giusto per quello che ha fatto. Ha bisogno di fare gli anni negli istituti dove può essere aiutato. Non chiediamo sconti, crediamo nella giustizia”.

Fiori e biglietti al parco

Una città sotto choc, Pescara, a due giorni dall’omicidio. Tante le persone che hanno raggiunto il parco Bande Powell, luogo in cui si è consumato l’omicidio, per lasciare fiori e biglietti. Il parco è a due passi dal centro cittadino, dalla stazione e dal conservatorio, accanto alla parrocchia Beata Vergine Maria Regina della Pace. 

“Da questo momento tutti torneranno a vivere la propria vita normalmente, in una società che ci hanno lasciato rotta. Cosa vogliamo fare dei suoi cocci? Ingiustificabile”. E l’ammissione di sconfitta mista a un grido di dolore e a un appello a fare qualcosa, se ancora possibile, in uno dei bigliettini lasciati, insieme a fiori bianchi e rossi, all'ingresso del parco.

Sul diciassettenne hanno infierito con 25 coltellate, poi lo hanno abbandonato in una zona semi nascosta dell’area verde, a ridosso del muro sovrastato dalla ferrovia. “Non sarai mai più solo. Non sarai mai più dimenticato nel mio cuore, ti voglio bene”, recita un altro dei biglietti lasciati sul cancello del parco ricavato in mezzo a eleganti palazzine a pochi minuti dal centro.

Il sottosegretario: “Grave oggi la questione della droga”

Sulla vicenda è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: "Siamo rimasti sconvolti dall'ultimo fatto di cronaca, in cui riemerge quanto sia grave oggi la questione della droga, che riguarda la morte del 16enne Thomas a

Pescara. Non è una storia di degrado perché le famiglie dei presunti assassini sono famiglie che con linguaggio usuale definiremmo per bene e ora sono nella disperazione come i familiari di Thomas – dice Mantovano alla conferenza sulla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024 -. È una storia che è l'esito di una scelta e si ripete sistematicamente perché sono anni se non decenni in cui incidenti stradali dalla causale non spiegabile e omicidi a cui si arriva per la totale assenza di freni inibitori hanno un solo filo conduttore che è l'assunzione di droga”.