Domenica 21 Luglio 2024
GIOVANNI ROSSI, INVIATO
Cronaca

Ragazzo ucciso nel parco, quei liceali della Pescara bene: "Nei loro occhi solo freddezza"

Uno dei due ragazzini è figlio di un comandante dei carabinieri, la mamma dell’altro è avvocata. Gli inquirenti stupiti dal loro atteggiamento: non hanno capito la gravità del gesto compiuto.

Pescara, 25 giugno 2024 – Nessuna emozione. Tanti silenzi e scarse ammissioni. I due 16enni fermati per l’omicidio del Parco Baden Powell impressionano gli investigatori per assenza di empatia emotiva o pentimento. Le indagini dal capo della procura per i minorenni dell’Aquila, David Mancini, e dal sostituto Angela D’Egidio, si muovono con risolutezza e cautela. La speranza è che il comportamento non collaborativo dipenda più dallo choc che da una strategia. I due accusati – figli di un maresciallo e di una nota avvocata – devono spiegare tutto. Anche quello che risulta umanamente difficile da capire. E le rispettive posizioni, pur speculari, potrebbero anche risultare distinte. Solo l’autopsia potrà forse chiarire chi ha scagliato i primi fendenti e chi gli ultimi, quelli mortali. L’ipotesi di una spedizione punitiva sfuggita di mano merita un vaglio rigoroso. E anche il movente di un vecchio debito per droga attende conferma ufficiale.

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Secondo quanto emerge da fonti investigative, uno dei fermati avrebbe infatti dichiarato di non aver mai conosciuto la vittima, ma solo di sapere chi fosse. Averla condotta in un punto così isolato e nascosto, da dove anche eventuali urla sarebbero difficilmente state udibili (non solo per il passaggio dei treni) aumenta invece l’ipotesi di una premeditazione dell’omicidio o quanto meno la rende plausibile, a meno di ipotesi alternative.

Quando poco dopo le 21 il cadavere di Thomas Luciani viene rinvenuto tra le sterpaglie dove è stato malamente nascosto, sul posto arrivano subito il 118, la Polizia – con squadra Volante, squadra Mobile e Scientifica – il procuratore capo Giuseppe Bellelli, con il sostituto Gennaro Varone. Successivamente intervengono anche il medico legale Christian D’Ovidio, il capo della procura dei minori aquilana David Mancini e il sostituto Angela D’Egidio, non appena risulta evidente che gli implicati sono tutti ragazzini. Gli investigatori della Mobile di Pescara, diretti dal vice capo Mauro Sablone, fanno un lavoro impressionante incrociando le prime testimonianze utili con le immagini raccolte dalle telecamere presenti davanti al parco e in spiaggia. In poche ore i presunti assassini vengono individuati e fermati.

Affranto il sindaco Carlo Masci: "Tutti ci dobbiamo interrogare sui limiti e le mancanze della nostra società nei rapporti con i più giovani: le istituzioni, il mondo della scuola, le famiglie devono tutelare e sostenere sempre i ragazzi, prevenendo o frenando qualsiasi devianza o deriva, e quando avvengono episodi di questa gravità è chiaro che bisogna porsi delle domande. Il mio abbraccio va alla famiglia e agli amici della vittima; il mio pensiero anche alle famiglie travolte da un fatto così grave". Il presidente della Regione Abruzzo Gianni Marsilio si definisce "attonito": "Fatti di violenza che coinvolgono dei giovani ragazzi non dovrebbero accadere. A nome personale e della Giunta porgo il cordoglio ai familiari della vittima. Ringrazio le forze dell’ordine che subito si sono attivate". Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito d’urgenza, dispone la massima intensificazione dell’azione di prevenzione generale, con servizi straordinari antidroga e controlli rafforzati.