Lunedì 27 Maggio 2024

Terremoto L’Aquila, Meloni: “Modello di risposta dello Stato”. Mattarella: “La piena ricostruzione è un dovere”

A 15 anni dal sisma che ha provocato 309 vittime, il ricordo della città e delle istituzioni. Il sindaco Pierluigi Biondi: “Che meraviglia L’Aquila rinascente”

Roma, 06 aprile 2024 – Il terremoto dell’Aquila, 15 anni dopo: è il tempo dei bilanci, nella memoria della strage di quella notte.  “Oggi l’Italia rende omaggio alle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009 e si stringe alla comunità aquilana e abruzzese, a chi quella notte ha perduto gli affetti più cari e a tutti coloro che, con tenacia e determinazione, hanno contribuito alla rinascita della città”, il messaggio della premier Giorgia Meloni.

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A questo link di Usra i numeri aggiornati sulla ricostruzione

La memoria delle vittime del terremoto dell'Aquila, 6 aprile 2009
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Le parole di Giorgia Meloni

“L’ Aquila è un modello, per la risposta che lo Stato ha dato fin dalla gestione dell’emergenza, passando per la ricostruzione fino alla rigenerazione degli ultimi anni, di cui si stanno vedendo i primi effetti”, ha sottolineato pa presidente del Consiglio. “Il Governo – ha ricordato - è impegnato per dare sempre maggiori certezze all’Aquila e ai Comuni che sono stati colpiti dal terremoto del 2009. Con la nostra prima legge di bilancio abbiamo stanziato, con visione pluriennale e come non era mai accaduto, le risorse necessarie per gli Enti locali. Abbiamo, inoltre, semplificato la normativa per la ricostruzione pubblica e sbloccato i fondi per completare la ricostruzione delle scuole e reperito quelli per concludere il Teatro Comunale dell’Aquila. Un impegno, il nostro, che continueremo a portare avanti con grande attenzione per la città e le aree interne, territorio forte e orgoglioso che ha mostrato grande dignità nei momenti più difficili”.

Le parole di Sergio Mattarella

“La piena ricostruzione della Città e dei borghi è un dovere e un impegno da proseguire. Per ogni componente sociale, anzitutto per le Istituzioni. Così come tale è l’opera di riconnessione del tessuto sociale”, le paroel del presidente Sergio Mattarella. “Il Paese – ha sottolineato Mattarella - seppe reagire, mobilitando tutte le proprie energie, mentre gli abitanti dell’area colpita dal sisma trovarono la forza per iniziare a ricostruire le case, i luoghi di lavoro, le scuole, per recuperare - per quanto possibile - le bellezze artistiche. Il percorso di rinascita di quella terra è divenuto un traguardo e un patrimonio civico comune”. Il capo dello Stato ha sottolineato l’importanza e la necessità di proseguire sulla via della ricostruzione dei luoghi, “così come tale è l’opera di riconnessione del tessuto sociale”. “È una sfida che riguarda l’Abruzzo, le sue aree interne e, allo stesso tempo, costituisce un passaggio per innovare e offrire alle nuove generazioni la possibilità di realizzare i loro progetti nella sicurezza di un ambiente che sappia fare dei territori feriti, o a rischio per l’imprevedibilità della natura, luoghi di nuove opportunità. La memoria di eventi così tragici deve dunque diventare per tutto il Paese ammonimento e impegno, per non trascurare mai il valore della vita umana e l’integrità delle Comunità”.

Le parole del sindaco Biondi

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha parlato di “meraviglia” per “L’ Aquila rinascente” nel suo discorso di commemorazione, la notte scorsa. “Prima, guardavamo in basso o davanti a noi, oggi, alziamo lo sguardo per riconnettere la nostra anima con la rifioritura della città. 15 anni fa abbiamo sentito il respiro di Dio nell’istante stesso in cui abbiamo capito che non tutto era perduto. Oggi possiamo dire che la nostra rinascita è come un romanzo - di idee, di progetti, di realizzazioni - che ha saputo tradurre i graffi dell’anima in opere d’arte, il sentire collettivo in un bellissimo ritmo urbano, la città in un luogo di cultura permanente. Gli aquilani sono ormai “abitatori del tempo”, figli della memoria, ma anche della tecnologia, conoscono la differenza tra aver fede sapendo che sono nella fede e aver fede presumendo sia la verità, perché la Perdonanza - la cui celebrazione neanche il sisma è riuscito a impedire - è anche riflessione interiore, è confrontarsi con ciò in cui si crede e con il dubbio, è confessione e espiazione, ma anche festa di popolo come vuole la Bolla di Celestino V. Il romanzo della rinascita ci racconta che le 309 vittime sono il nostro memorandum perpetuo, sono la chiave di volta dei nostri destini, sono gli ispiratori dei successi che L’Aquila ha realizzato in questi anni, non ultimo la designazione a Capitale italiana della cultura 2026. Un risultato di grande valore prospettico, pensando ai nostri giovani, affinché non debbano mai conoscere nichilismo o rassegnazione’’.