Sant’Anna di Stazzema, l’ennesima beffa: "Lo Stato blocca i risarcimenti". E il sindaco scrive a Mattarella

I superstiti dell’eccidio nazista del 12 agosto 1944 contro l’Avvocatura dello Stato: "La richiesta di appello allungherà i tempi di almeno due anni: quando avremo giustizia?"

Una testimonianza dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Una testimonianza dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

Stazzema (Lucca), 24 dicembre 2023 – “Caro Presidente Mattarella, i cittadini che oggi chiedono risarcimenti, moriranno con l’idea di uno Stato ostile". Sono parole che pesano come macigni quelle del sindaco di Stazzema Maurizio Verona che ha preso carta e penna per scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "dato che l’Avvocatura dello Stato si sta frapponendo alla possibilità che i familiari delle vittime di stragi nazifasciste ricevano un risarcimento grazie al Fondo istituito dallo Stato".

Con la stessa energia con cui Verona nei giorni scorsi ha mandato una comunicazione al capo del Governo, Giorgia Meloni, per salvaguardare l’autonomia dell’Istituto comprensivo Martiri di Sant’Anna, ancora una volta il primo cittadino sale sulle barricate per gridare il dolore che trasuda quel piccolo borgo dell’Alta Versilia dove si consumò l’eccidio del 12 agosto 1944 in cui morirono oltre 500 civili fra cui donne e bambini. "Lo Stato – sintetizza Verona – prima apre lo spiraglio per far avere risarcimenti ai familiari delle vittime, e poi fa ostruzionismo facendo appello agli atti di giudizio già arrivati a sentenza, invece di procedere a transazione".

"Per anni le stragi nazifasciste – comincia la missiva al Presidente della Repubblica – sono state dimenticate, un oblio di Stato, voluto da chi ha cercato di non fare i conti con il nostro passato e ha consentito così che potesse sotto la cenere non morire mai. Ci sono voluti 60 anni e oltre per avere giustizia per scrivere chi fossero i responsabili delle stragi. Poi si è aperto questo spiraglio nel 2022 che istituiva un fondo per il risarcimento dei danni dovuti alle stragi: danni che non possono avere un prezzo o una stima, ed ancora una volta si è provato a mettere freno alla voglia di giustizia con un termine di accoglimento inadeguato, troppo stretto che avrebbe impedito ai più di presentare domanda e con uno stanziamento risibile".

I superstiti, i parenti delle vittime "hanno dovuto in pochi mesi istruire una causa contro uno Stato, la Germania – continua la lettera – per dimostrare di avere diritto a poter accedere al fondo, a dimostrare di esserci stati in quei giorni in cui le loro famiglie erano massacrate, a dimostrare di essere titolati, presentando documentazioni e fogli, fare testimonianze, chiedere agli uffici elettorali certificazioni di un secolo fa. Come Enti locali, anche noi vittime di quella violenza – prosegue il sindaco – abbiamo cercato di supportare i nostri superstiti e in merito alla Strage di Sant’Anna abbiamo promosso tre cause di fronte al Tribunale di Firenze. 92 persone nella prima, 19 nella seconda e altri 14 nella terza, per una richiesta di oltre 130 milioni di euro".

Secondo Verona ci vorranno almeno due anni per una sentenza di primo grado. "Le prime cause per altre stragi che erano partite precedentemente sono già giunte alla prima sentenza e l’Avvocatura dello Stato che secondo il decreto istitutivo del Fondo può procedere a transazione, ha invece fatto appello. Mi chiedo che Italia è quella in cui lo Stato va contro i suoi cittadini che chiedono un po’ di ristoro alle loro sofferenze – chiude amaro Verona – se non interviene una transazione tra Avvocatura e ricorrenti, finirà che queste vittime lo saranno di nuovo, come lo furono dei nazifascisti e delle decisioni di non fare verità e moriranno con la sensazione di uno Stato ostile che ancora una volta rimescola le carte, rimanda e che magari vuole di nuovo occultare".