Sabato 22 Giugno 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Cronaca

Si alza il livello della tensione Manifesti choc alla Sapienza Istituzioni nel mirino E i collettivi occupano l’ateneo

Gli studenti lanciano accuse pesanti allo Stato e minacciano un’escalation: "Risponderemo a tono". Nell’ateneo circola anche la voce che il corteo di oggi tenterà di provocare la reazione della polizia. La mobilitazione per Cospito e le convinzioni che scatenano la rabbia: "È al 41 bis per quello che rappresenta"

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di Alessandro Farruggia

Le parole sono pietre. E come negli anni Settanta possono far impazzire il clima e portare ad anni di piombo. L’università la Sapienza di Roma, la più grande d’Europa, si risveglia con un dazebao che è un cazzotto allo stomaco. "Chi sono gli assassini di Cospito" è la scritta sul manifesto a sfondo nero, e sotto le foto di Sergio Mattarella, dell’ex ministro della Giustizia Marta Cartabia, colei che dispose il regime di carcere duro per Cospito, e l’attuale Carlo Nordio, che ne ha confermato la linea; e poi Giovanni Russo, capo del Dap, Anna Maria Loreto, procuratore di Torino, Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. E quella della premier Giorgia Meloni.

Ha il sapore guasto di una lista di proscrizione. Nel giro di qualche ora viene rimosso dal personale dell’università, che inizia anche a cancellare le scritte vergate l’altroieri sui marmi, ma lo sfregio resta. Il 17 febbraio 1977, 46 anni fa, gli eskimo della Sapienza scacciarono Luciano Lama dall’università, adesso c’è chi opera attivamente per tornare a quegli anni per nulla formidabili di violenze politiche sistematiche degli opposti estremismi. "Riannodiamo il filo rosso della storia dei movimenti studenteschi", dice uno degli occupanti (occupazione virtuale, peraltro, una sola aula) della facoltà di lettere. Il 25 ottobre al grido di "fuori i fascisti dalla Sapienza" ci furono duri scontri con la polizia che hanno impedito lo svolgimento il convegno organizzato a Scienze Politiche da Azione universitaria, al quale dovevano partecipare con Daniele Capezzone e il parlamentare di Fdi Fabio Roscani. L’altroieri l’occupazione di lettere, ieri il manifesto nero. E oggi è attesa a Piazza Vittorio la manifestazione non autorizzata nella quale ai collettivi comunisti si salderanno gli anarchici (ben pochi alla Sapienza) con i collettivi e gruppuscoli della galassia antagonista. Uniti dal vedere il caso Cospito come una opportunità. Con i giornalisti gli studenti che occupano – età media sui 2426 – fanno parlare i portavoce. "L’obiettivo – dice Filippo del collettivo comunista Cambiare Rotta – è innanzitutto salvare la vita di una persona che sta combattendo una battaglia che condividiamo, ma anche vincere contro chi difende il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Il 41 bis è una tortura di Stato. L’eliminazione deve ovviamente riguardare anche i mafiosi, perché se una cosa è inumana è inumana per tutti. E comunque respingiamo al mittente lo strumentale accostamento tra mafiosi e militanti politici". Perché per lui Cospito non è un terrorista, giammai. Marta, studentessa fuori sede, non è meno dura. "Siamo abituati a vedere la violenza di questo Stato fascista e neoliberista, uno Stato che chiama terrorista chi si ribella e che usa la repressione contro gli studenti, contro gli immigrati, contro chi non si omologa per giustificare le sue politiche militariste e capitaliste. Ma noi risponderemo a tono".

Nel pomeriggio, nuova assemblea, presenti in un centinaio scarso. "Mentre fuori si criminalizza la solidarietà, mobilitarsi e unirsi è necessario. Pensiamo che sia il tempo di metterci in gioco. Siamo in un clima di terrore e paura. Per questo ci siamo ripresi la facoltà di lettere" dice una studentessa aprendo i lavori dell’assemblea. Teoricamente dovrebbero smobilitare oggi. Ma le voce che circolava ieri è che il corteo di oggi tenterà un gesto simbolico forte, verrà represso dalla polizia e questo giustificherà la prosecuzione dell’occupazione e della mobilitazione. "C’è una matrice comune tra la violenza istituzionale, poliziesca e dei tribunali. Ci si indigna per qualche fioriera rovesciata ma non per il regime di tortura al quale lo Stato sta sottoponendo una persona non per quello che ha fatto ma per quel che rappresenta", dice un’altra delle portavoce.

Non è vero, ovviamente. Cospito è al 41 bis per quello che ha fatto e perché dal carcere cercava di guidare i suoi. Ma chi soffia sul fuoco gioca al tanto peggio tanto meglio per far montare un odio di classe che rischia di generare non solo minacce virtuali e attacchi contro le cose, ma anche violenza fisica contro le persone.