Maddie McCann, Denise Pipitone e i finti ‘ritrovamenti’. Bruzzone: “Tutto per un like in più”

Ha chiesto scusa la 22enne polacca che si era spacciata per la bimba inglese scomparsa nel 2007 in Portogallo. Il video su Denise e il vandalismo sul murale: “Il suo caso dà fastidio perché getta un’ombra su tutta Mazara. Qualcuno sa”

Roma, 2 febbraio 2024 – Julia, la ragazza polacca che aveva detto di essere Maddie McCann ha chiesto scusa: non è lei. Ma per Denise Pipitone e il video di pessimo gusto messo in rete da un gruppo di ragazze, liceali a Catania – ”Denise sono io” - nessuno si è fatto vivo con Piera Maggio, che sta ancora cercando la figlia scomparsa il 1 settembre 2004, non aveva ancora 4 anni. Lo ha dichiarato lei stessa in tv, pochi giorni fa, dicendosi molto amareggiata per questa ‘trovata’.

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"Non sono Maddie McCann”

"Non ho mai voluto ferire nessuno – ha confidato la 22enne Julia in un’intervista alla BBC, dove ha chiarito una volta per tutte di non essere Maddie. E ha aggiunto: “Volevo sapere davvero chi sono”. Perché anche le sue origini sarebbero avvolte nel mistero. 

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Bruzzone: “Immaturità e assenza di empatia”

Abbiamo chiesto a Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense  -sta girando l’Italia con "Favole da incubo”-, un’analisi su questi casi.

"Gesti simili denotano immaturità e totale assenza di empatia, assieme a un desiderio di visibilità a tutti i costi. Vale ogni cosa pur di strappare qualche like”, è il giudizio netto.

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Da Denise a Maddie: perché la finzione

Denise Pipitone e Maddie McCann sono due misteri mai risolti. La bimba italiana è scomparsa dalla casa della nonna materna il 1 settembre 2004 a Mazara del Vallo (Trapani). La mamma ha sempre ripetuto: “L’hanno rapita”. La piccola inglese aveva 3 anni quando sparì da un residence di Algarve, in Portogallo, dov’era in vacanza con i genitori, era il 3 maggio 2007. Le due famiglie hanno sicuramente in comune l’ostinazione con la quale hanno proseguito le ricerche e hanno tenuto vivo il caso.

“Proprio questa è la chiave per inquadrare gli episodi – suggerisce Bruzzone -. Si va ad attingere a vicende che godono di visibilità, cercando di rosicchiare qualcosa”. 

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“Non c’è reato ma...”

Ma si può individuare un reato? “No, non in termini tecnici – risponde l’esperta -. Penso al video su Denise. Quella studentessa non ha tentato in maniera credibile di spacciarsi per lei”. 

Le ricerche “fino a prova contraria”

Piera Maggio ha ribadito in TV che la figlia va cercata “fino a prova contraria”. Per dire che è da considerare viva, finché non si trova il corpo. “Sono d’accordissimo con Piera – risponde Bruzzone -. Sono assolutamente con lei in questa battaglia. Con la consapevolezza, però, che tutti questi anni trascorsi sono un ostacolo difficile da superare. E poi non mi pare ci sia una grande attività di ricerca”.

Perché la storia di Denise continua a dare fastidio

Eppure, a distanza di 20 anni, sembra che la storia di Denise continui a dare fastidio. L’artista che ha dipinto il murale a Mazara del Vallo ha denunciato che è stata strappata la parola ‘verità’… “Questa storia – è la convinzione della criminologa – continuerà a dare fastidio a più di qualcuno. Perché la scomparsa di Denise è una storia sospesa, getta un’ombra su tutta Mazara che non si dissipa. C’è sicuramente qualcuno che sa”.