Mercoledì 24 Aprile 2024

Sandokan pentito, Ciconte: "Rifiuti e delitti, il boss dei Casalesi conosce i segreti della camorra"

Lo studioso di mafie: "Francesco Schiavone è la fonte più autorevole sulla Terra dei fuochi"

Roma, 30 marzo 2024 – “La conversione di Sandokan potrebbe aprire uno scenario nuovo e imponente, a patto che...". Enzo Ciconte, studioso delle mafie e docente universitario, già deputato del Pci nella X legislatura dove era nella commissione giustizia, segue con molto interesse la vicenda del boss dei Casalesi.

Il boss Francesco Schiavone – oggi 70 anni – è in carcere dall’11 luglio 1998
Il boss Francesco Schiavone – oggi 70 anni – è in carcere dall’11 luglio 1998

Professore, perché in qualche modo dubita della decisione di Francesco Schiavone?

"Perché dobbiamo capire se effettivamente ha deciso di collaborare per dire tutto quello che sa e soprattutto se quel che dice, dopo il necessario controllo degli inquirenti, si dimostrerà utile. In poche parole se ci saranno arresti".

C’è un rischio che il suo pentimento possa essere una manovra di depistaggio?

"Questo no, diciamo che potrebbe omettere di dichiarare qualcosa e parlare solo di ciò che gli interessa per risolvere i suoi problemi. Ma comunque bisogna essere ottimisti".

Che cosa ci può raccontare ’Sandokan’?

"Conosce tutti i segreti della camorra alla fine del Novecento, visto che è in carcere da 26 anni; dopo immagino che i suoi collegamenti siano stati più labili, ma certo se decidesse di parlare senza reticenze potrebbe fare la storia di quegli anni e contribuire a risolvere misteri insoluti".

A che cosa pensa in particolare?

"Può spiegarci molte vicende criminali di quegli anni, risolvere omicidi, introdurci nei rapporti fra il mondo camorrista e la politica. E sicuramente è la fonte più autorevole sull’interramento dei rifiuti tossici nella Terra dei fuochi, perché non si sa ancora dove siano finite tutte quelle schifezze".

Si aprirebbero scenari molto interessanti…

"Potremmo colpire la camorra ricostruendo fatti passati che possono ancora essere di attualità".

È bastato l’annuncio perché la famiglia si dissociasse…

"La sua è stata una decisione in solitaria. Però ricordiamo che già due dei quattro figli di Schiavone hanno collaborato mentre gli altri due sono in galera".

Come reagiranno i Casalesi?

"Sandokan frantuma l’immagine del capo camorra che sta in silenzio. Facciamo un gioco da bar: lui diventa un infame agli occhi della sua gente mentre per i mafiosi Messina Denaro, che non ha mai parlato, resta un gigante".

Come mai ha deciso di collaborare?

"In questi casi il lavoro dei magistrati è stato paziente. Schiavone non ha deciso a cuor leggero, non è un ragazzino, deve essere stata una maturazione molto lunga. L’ha convinto qualcuno più in alto? È malato come l’altro? Ha avuto una crisi mistica? Lo disveleranno i primi arresti".

La politica trema?

"Se sarà una collaborazione vera tremerà: potrebbe raccontare quello che non sappiamo di processi finiti nel nulla. Ma più della politica potranno tremare apparati dello Stato che hanno lavorato sotto traccia, sono loro la vera cartina di tornasole per verificare quel che dice Sandokan".

Quindi si riscriverà la storia?

"Intanto la storia si diverte: il paradosso è che l’indagine Spartacus fu condotta da due grandi magistrati in questi giorni sotto gli occhi di tutti: Federico Cafiero De Raho, che sostenne l’accusa in primo grado, e Raffaele Cantone...".