Il manager, scrittore e docente universitario Francesco Delzio, classe 1974
Il manager, scrittore e docente universitario Francesco Delzio, classe 1974
di Giulia Prosperetti Risvegliare e coinvolgere nella gestione dell’interesse comune le élite della Capitale al fine di "creare una pressione forte su chi dovrà governare Roma nei prossimi anni, lanciando un grande progetto di sviluppo per la Città Eterna". Questa l’ambiziosa sfida lanciata da Francesco Delzio nel suo pamphlet Liberare Roma (Rubbettino). Un "grande atto d’amore e di speranza" che il manager, scrittore e docente universitario dedica a quella che ha eletto sua città d’adozione da trent’anni. A Roma serve una cura Draghi? "Nel libro propongo un piano strategico articolato per il rilancio...

di Giulia Prosperetti

Risvegliare e coinvolgere nella gestione dell’interesse comune le élite della Capitale al fine di "creare una pressione forte su chi dovrà governare Roma nei prossimi anni, lanciando un grande progetto di sviluppo per la Città Eterna". Questa l’ambiziosa sfida lanciata da Francesco Delzio nel suo pamphlet Liberare Roma (Rubbettino). Un "grande atto d’amore e di speranza" che il manager, scrittore e docente universitario dedica a quella che ha eletto sua città d’adozione da trent’anni.

A Roma serve una cura Draghi?

"Nel libro propongo un piano strategico articolato per il rilancio della Capitale. I due elementi essenziali per cercare di portare a Roma quella scossa Draghi che stiamo per vivere a livello nazionale sono un’iniezione manageriale per cambiare radicalmente il gigante amministrativo di Roma Capitale e la costruzione di un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla lotta alle rendite e sull’attrazione di investimenti privati".

Lei cita il modello Albertini. Di cosa si tratta?

"È una profonda partnership economica, sociale e culturale tra pubblico e privato, iniziata a Milano con Albertini e portata avanti da tutte le amministrazioni successive. È l’unica strada per far rinascere la Capitale".

Roma con 3 milioni di abitanti è governata con gli stessi strumenti di un comune di 3mila. Come dovrebbe cambiare il modello di governance?

"Il governo dovrebbe attribuire finalmente alla città ciò che la Costituzione prevede e che tutte le altre capitali europee hanno, ovvero uno status speciale, poteri di regolamentazione autonomi e un budget ad hoc".

Per Roma propone lo slogan ‘Capitale della bellezza’. Come metterlo in pratica?

"La Città Eterna deve puntare su mobilità green, digitalizzazione del patrimonio artistico, turismo di qualità, innovazione tecnologica, e cura della persona. E utilizzare come veicoli di promozione nel mondo i grandi eventi, dalle Olimpiadi che rappresentano una ferita ancora aperta, al Giubileo del 2025, fino al Giro d’Italia".

Che cosa risponde a chi evoca il rischio corruzione?

"Affrontare ogni grande chance di rilancio della Capitale partendo dal tema della corruzione, delle possibili tangenti e del malaffare, è il modo migliore per immobilizzarla totalmente, consegnandola definitivamente al declino".

Chi potrà guidare il rilancio di Roma garantendo efficienza e buona gestione dei fondi?

"Non è più possibile affidarsi a eroismi solitari. La prima operazione da fare è quella che io chiamo la ‘carica dei 100 manager’ da inserire nei ruoli chiave della pubblica amministrazione romana e delle società controllate. È una rivoluzione che negli ultimi decenni nessuno ha avuto il coraggio e la forza di fare e che rappresenta, oggi, la porta d’accesso per il futuro di Roma".

Privatizzazione delle municipalizzate. Come si fa?

"Con un bando europeo che metta a gara i due servizi pubblici gestiti da Ama e Atac. È un atto che viene ritenuto rivoluzionario a Roma ma con alcuni accorgimenti, come una clausola sociale che impedisca il licenziamento di massa dei dipendenti, è possibile".