Rivoluzione nel calcio. Corte Ue: stop a Uefa e Fifa: "Un monopolio illegale". E la Superlega risorge

La sentenza apre a nuovi organizzatori per le competizioni. Progetto europeo di un torneo a 64. I ribelli rilanciano anche sulle dirette televisive: "Ora partite gratis". Ma molti club si tirano fuori.

Rivoluzione nel calcio. Corte Ue: stop a Uefa e Fifa: "Un monopolio illegale". E la Superlega risorge

Rivoluzione nel calcio. Corte Ue: stop a Uefa e Fifa: "Un monopolio illegale". E la Superlega risorge

"Abuso di posizione dominante". "Illegale". Cinque parole in forma di grimaldello per scardinare la fortezza del pallone che, fino a ieri, pareva inviolabile. Cos’è successo, rimbomba nel pianeta dalla mattinata di ieri. I giudici della Corte di giustizia europea chiamati a esprimere un parere sulla sfida tra coloro che volevano dare vita alla Superlega di calcio – rappresentata dalla società A22 Sports Management – e Uefa e Fifa, sono entrati a gamba tesa sui governi del pallone mondiale mettendoli in fuorigioco. Secondo le toghe europee le loro regole che: "impongono la propria approvazione allo sviluppo di nuove competizioni tra club, come per esempio la Superlega sono illegali". E non finisce qui: "Le regole che danno a Fifa e Uefa il controllo esclusivo sullo sfruttamento dei diritti commerciali dei diritti relativi a questi tornei sono tali da limitare la competizione in un ambito di grande importanza per media, consumatori e spettatori" Infine, la mazzata: "Fifa e Uefa sono in situazione di abuso di posizione dominante". È chiara la gravità di questa interpretazione? Abuso di posizione dominante. E cioè quel modo di agire di chi non consente la normale e lecita concorrenza di mercato. E qui, arriva la prima domanda: cosa succede adesso?

Se, come hanno sostenuto i giudici, il progetto Superlega non doveva essere necessariamente accettato è sui principi che hanno mosso il ricorso che s’è giocata la partita fino alla sentenza rivoluzionaria, come ha sottolineato qualcuno che ne sa qualcosa, Jean-Louis Dupont, l’avvocato belga che nel 1995 fu protagonista della sentenza Bosman che ha rivoluzionato il mercato dei calciatori: "Questa è una sentenza Bosman alla decima potenza".

L’impressione, netta, è che il calcio così come lo conosciamo finirà per lasciare posto a un nuovo orizzonte. Quando? Bisogna considerare che i broadcaster hanno firmato accordi per trasmettere la nuova Champions fino al 2029 quindi sembra difficile possa accadere prima. Come? Presto per dirlo. Intanto, Bernd Reichart, Ceo di A22 tuona: "Il monopolio Uefa è finito. Il calcio è libero. I club sono liberi dalla minaccia di sanzioni e di determinare il proprio futuro. Daremo ai tifosi partite gratis in tv e ai club le entrate e le spese di solidarietà saranno garantite". Andrea Agnelli esulta via social con un brano degli U2 assieme ai suoi alleati, mentre la Uefa si difende di retroguardia appoggiata dai governi nazionali del calcio come Figc o Liga: "La sentenza non approva la Superlega" è la sintesi del refrain tra minacce di nuove avventure in tribunale. Tutto questo mentre lo schieramento di ’liberisti’ e ’garantisti’ diventa affollato, fino ad accarezzare lo scacchiere della politica internazionale. "Faremo una legge che impedisca ai club di partecipare a competizione separatiste", tuona il governo inglese.

Il dado però è tratto ed è probabile che in futuro avremo un pallone diverso. Nonostante sia lunga la fila di club – anche nostri – dei ’FabFive’, i cinque maggiori campionati europei, che hanno spontamente (spontaneamente?) detto no a tornei paralleli, qualche dubbio affiora leggendo le promesse di A22: "I pagamenti di solidarietà saranno pari all’8% dei ricavi della Lega, con una somma minima di 400 milioni di euro, più del doppio dell’importo distribuito dall’attuale competizione". Se davvero fosse così, ce li vedreste i famelici club del pallone dire no a ricavi raddoppiati?