Rischio escalation. L’Iran minaccia:: "Crisi fuori controllo". Israele: pronti a reagire

Il Papa: "Fermatevi". E sente Biden. Colloquio telefonico tra i leader Nato. Scambi di colpi fra Hezbollah e Tel Aviv. Pressing Usa per tardare l’invasione.

Rischio escalation. L’Iran minaccia:: "Crisi fuori controllo". Israele: pronti a reagire
Rischio escalation. L’Iran minaccia:: "Crisi fuori controllo". Israele: pronti a reagire

ROMA

Non solo Gaza. Mentre la Striscia è sotto un sempre più pesante bombardamento che ha portato i morti a 4.651 e i feriti a 14.245, la tensione nell’area cresce. Iran e Israele si minacciano apertamente a vicenda, mentre Hezbollah – braccio di Teheran in Libano – moltiplica gli attacchi al confine tra lo stesso Paese dei cedri e Israele, che risponde a tono con l’artiglieria uccidendo 6 Hezbollah e un terrorista della Jihad palestinese. In attesa dell’offensiva vera e propria – nella tarda serata di ieri il premier Netanyahu ha convocato il Gabinetto di guerra – Israele da qualche giorno ha mandato a Gaza pattuglie di ricognitori, anche con mezzi blindati. E vicino a Kissufim un loro reparto è stato colpito da un missile anticarro: un soldato israeliano è morto e tre sono rimasti feriti. Tel Aviv, in tutta risposta, ha ucciso 4 terroristi palestinesi. In un altro incidente nel sud di Gaza, al confine con l’Egitto, un tank israeliano ha sbagliato mira e colpito un posto di frontiera egiziano, ferendo lievemente 9 soldati del Cairo. I jet con la stella di David hanno poi attaccato ancora gli aeroporti di Aleppo e Damasco, in Siria, colpendo depositi di armi delle milizie iraniane e carichi di razzi destinati ad Hezbollah. Un chiaro messaggio a Teheran.

Il ministro degli esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha avuto ieri parole di fuoco per Israele e Usa. "Ciò che vediamo a Gaza – ha detto – è una guerra per procura di Israele per conto degli Stati Uniti. Questa regione è come un barile di polvere da sparo e può saltare in aria. La prosecuzione del conflitto, del genocidio e del massacro a Gaza e Cisgiordania avrà conseguenze pesanti. La situazione potrebbe finire fuori controllo se Israele e Stati Uniti non metteranno immediatamente fine ai crimini contro l’umanità a Gaza".

Ma Israele non pare per nulla intimorita, anzi. In un’intervista al quotidiano britannico The Mail on Sunday, Nir Barkat, ministro dell’Economia di Israele, ha avvertito che gli ayatollah iraniani "saranno spazzati via dalla faccia della terra" se Hezbollah, il loro intermediario terroristico in Libano, attaccasse Israele. "Il piano dell’Iran – ha detto Barkat – è di attaccare Israele su tutti i fronti. Se scopriamo che intendono colpirci su altri fronti, non solo ci vendicheremo su quei fronti, ma andremo alla testa del serpente, che è l’Iran. Se i nostri nemici attaccano, li spazzeremo via". "Se i miliziani di Hezbollah decidono di entrare in guerra con Israele – ha detto da parte sua primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu –, la risposta dell’Idf sarà inimmaginabile e per il Libano sarà la devastazione totale". Il clima è questo e la comunità internazionale può solo cercare di limitare l’escalation.

Ieri Biden ha ricevuto una telefonata del Papa, che gli ha parlato per 20 minuti, poi ha sentito in una riunione telefonica i leader europei, da Meloni a Sunak e Macron, prima di chiamare Netanyahu al quale avrebbe consigliato di rinviare di qualche giorno l’attacco di terra mentre in un’intervista sottolineava che "non possiamo ignorare i palestinesi innocenti che vogliono solo vivere in pace. I palestinesi non sono Hamas. Ecco perché non possiamo rinunciare a una soluzione a due Stati".

E così anche gli Usa – che hanno già inviato un gruppo da battaglia basato sulla portaerei Ford, ne hanno un secondo in viaggio e hanno piazzato stormi di jet in Giordania – si preparano al peggio, quantomeno ad attacchi ai loro contingenti in Medio Oriente, ai quali hanno inviato un altro sistema missilistico Thaad e alcune batterie di Patriot. "Se qualche gruppo o Paese sta pensando di ampliare il conflitto e trarne vantaggio – ha detto ieri il segretario alla Difesa Loyd Austin – gli consigliamo di non farlo perchè non esiteremmo ad agire militarmente".

Alessandro Farruggia