Lunedì 17 Giugno 2024

Natisone, il procuratore: “Patrizia chiamò 4 volte il 112”. Le salme delle due ragazze vestite da sposa

Rgazzi travolti dalla piena, la Procura indaga per omicidio colposo: al vaglio eventuali condotte omissive nella catena dei soccorsi. La mamma della 20enne: “Tanti video ma nessuno li ha salvati”

Udine, 4 giugno 2024 – Sulla vicenda delle ragazze morte per la piena del Natisone in Friuli la Procura di Udine ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Il terzo ragazzo, il 25enne romeno Cristian Casian Molnar, risulta ancora disperso.

"Per procedere bisogna configurare responsabilità di tipo omissivo, non commissivo”, ha detto il procuratore Massimo Lia in conferenza stampa. “Condurremo tutti gli accertamenti del caso - ha aggiunto -, per accertare se i soccorsi sono stati tempestivi. Mi preme, però, segnalare che, allo stato attuale, non ci sono elementi specifici che ci fanno andare in questa direzione, ma le verifiche sono in fase iniziale”.

“Patrizia ha fatto quattro telefonate al numero unico di emergenza 112, l'ultima delle quali senza risposta”, ha anche reso noto il procuratore. “La prima chiamata è delle 13.29, le altre nei minuti immediatamente successivi - ha precisato - Dai primi accertamenti, tutto si è svolto in un arco temporale che si può quantificare grossolanamente in mezz'ora. Da una situazione di apparente tranquillità, quel tumultuoso scorrere del fiume Natisone che poi li ha travolti”.

"Esiste, in natura, anche la tragica fatalità”, è un altro dei passaggi della conferenza stampa di Lia. “Dopo questa doverosa premessa - ha aggiunto - stiamo facendo tutti gli accertamenti che è necessario fare. Tutto verrà verificato, acquisito e vagliato. Sia il discorso dell'elicottero utilizzato per i soccorsi, sia la cartellonistica che avvisa del divieto di balneazione e del pericolo di annegamento, sia soprattutto le tempistiche dal primo allarme all'arrivo dei soccorritori”.

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Le salme delle ragazze vestite da sposa

Da un lato l’inchiesta dall’altro il dolore. Questa mattina, nella Casa Funeraria Mansutti al cimitero urbano di San Vito, a Udine, è stata allestita la camera ardente per Bianca Doros e Patrizia Cormos, le due ragazze inghiottite dalla piena nei pressi del Ponte Romano di Premariacco il 31 maggio e i cui corpi privi di vita sono stati recuperati dei vigili del fuoco e dalla protezione civile il 2 giugno scorso.

Alla camera ardente per l'ultimo saluto sono giunti i familiari delle due giovani, entrambe di origine romena, che sono stati accolti dal prefetto e dal questore di Udine e dai comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Le due ragazze sono state vestite da sposa secondo la tradizione del loro Paese di origine. Fortissima la commozione. Le giovani rimarranno fino a domani alle 16 quando sarà celebrato un momento di preghiera da due sacerdoti, uno ortodosso e uno cattolico a simboleggiare l'unione nella preghiera di fedi diverse. 

La mamma: “Tanti video ma nessuno li ha salvati”

La mamma della 20enne si è sfogata al Messaggero Veneto. "Ciò che più mi addolora è che tutti hanno fatto foto e video" ma nessuno si è mosso "per salvarli. Nessuno. Potevano forse salvarli. Non era importante fare i video. Lei era andata a fare una passeggiata, ha chiamato più volte il 112. Ha lasciato il suo nome, l'indirizzo. Ha detto 'Chiamate mia mamma'". "Era un angelo - ha ricordato la donna al Giornale di Udine - studiava tanto e lavorava per mantenersi. Dopo l'esame all'Accademia, sostenuto proprio venerdì mattina, mi ha chiamata e mi ha detto 'sono stata bravissima, ho saputo tutto'".