Sabato 25 Maggio 2024
VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Ragazzi spariti nel nulla, la rabbia delle famiglie: "I figli non si archiviano"

Modena, in 300 al sit-in organizzato dalla mamma di Alessandro Venturelli. Nel 2020 il 24enne non fece più ritorno a casa: la procura vuole chiudere il caso

Modena, 21 aprile 2024 – “Alessandro è figlio di tutti noi. I figli non si archiviano". È stato un grido unico e disperato quello che ha rotto il silenzio, ieri, in piazza Matteotti a Modena da parte di tante mamme che hanno chiesto di non dimenticare i loro figli, di continuare a cercarli. Sono le mamme dei tanti ragazzi e ragazze scomparse in questi anni in tutta Italia. A organizzare la manifestazione, iniziata alle 15, Roberta Carassai, mamma di Alessandro Venturelli, il 24enne scomparso misteriosamente da Sassuolo, nel Modenese il 5 dicembre 2020. La procura di Modena ha recentemente chiesto l’archiviazione del caso e il 30 aprile è prevista l’udienza di opposizione all’archiviazione.

La manifestazione delle mamme a Modena
La manifestazione delle mamme a Modena

Oltre 300 persone si sono date appuntamento in centro storico per chiedere che il caso di Alessandro, così come quello di tutti gli altri scomparsi non venga archiviato poiché ‘un figlio non si archivia’. A fare appello alle istituzioni c’erano gli amici di Alle, tutti con addosso la maglietta con il volto del ragazzo scomparso ma anche amici, parenti, conoscenti e singoli cittadini che hanno voluto dimostrare il proprio supporto a Roberta.

"I miei avvocati un anno fa hanno chiesto un ordine di indagine europeo, perché le ultime ricerche di Alessandro sono state fatte in Italia, ma ad oggi non è stato fatto niente – ha detto in lacrime Carassai dal palco –. Sono trascorsi 40 mesi: ho bisogno che le persone che hanno il dovere di aiutarmi inizino a farlo".

La donna, che mai ha smesso di cercare il figlio, ha sottolineato di essersi rivolta al presidente della Regione ma anche al presidente del Consiglio e rivolgendosi proprio alla premier Giorgia Meloni ha detto: "Vorrei vedere se scomparisse sua figlia lei che farebbe". Accanto a Roberta anche Marisa Degli Angeli, mamma di Cristina Golinucci - scomparsa da Cesena l’1 settembre 1992 all’età di 21 anni –, vice presidente dell’associazione Penelope. "Solo chi è in questa situazione e prova sulla propria pelle può capire. Anche ieri come associazione, insieme all’avvocato di Penelope, Barbara Iannuccelli, abbiamo preso parte alle ricerche di Giovanna Davoli, 61enne reggiana scomparsa a novembre. Siamo qui oggi – ha sottolineato – perché nessun caso va archiviato fino a che il cerchio non è chiuso".

Non ci sono solo figli scomparsi ma anche padri, madri, fratelli, sorelle. Ieri sono stati pronunciati in piazza i nomi delle tante persone scomparse nel nulla: Sara Pedri, ad esempio, sparita tre anni fa, in Trentino, oppure Salvatore Legari, imprenditore modenese, di cui non si sa nulla dal 13 luglio scorso. Presente alla manifestazione anche Fabio Viggi, fratello di Enrico, il 47enne trovato cadavere il 14 marzo nel Bolognese. Il fratello ne aveva denunciato la scomparsa a febbraio: "Abbiamo fatto il funerale mercoledì – ha detto con un filo di voce – i filmati delle videocamere siamo andati a prenderli noi. Ora aspettiamo i risultati della perizia per riuscire a chiudere il cerchio. La sua morte? Mi sono fatto un’idea su ciò che può essere accaduto ma è presto per dirlo". La parlamentare Stefania Ascari ha sottolineato di aver chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta nel 2018: "Una commissione per analizzare il fenomeno delle sette, uno dei principali motivi di allontanamento dalle famiglie".

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