L’impennata di polmoniti e i timori per la resistenza agli antibiotici. Quanto preoccupa il Mycoplasma Pneumoniae

Questo batterio è considerato, almeno in parte, responsabile dell’aumento delle infezioni in Cina e Francia. Bassetti: “In molti casi resistente all’azitromicina”, il farmaco usato nei bambini. “Ma è un microrganismo che conosciamo, troveremo altre armi”

Roma, 28 novembre 2023 – Non solo Cina. Anche in Francia, oltre che in Vietnam, si registra un aumento di polmoniti nei bambini. In particolare nel Paese transalpino questo tipo di infezioni è cresciuto del 36% tra gli under 15 negli ultimi giorni. Secondo l’ipotesi al momento più accreditata dagli esperti è che il microrganismo responsabile dell’impennata sia il Mycoplasma Pneumoniae, un batterio che si trasmette per via respiratoria. "Dallo scorso mese di aprile c'è un aumento della circolazione mondiale di Mycoplasma pneumoniae, in particolare, in Asia, ma anche in Europa”, spiega il medico Alexandre Bleibtreu, membro della Société de pathologie infectieuse de langue française (SPILF).

Polmoniti nei bambini, aumento dei casi anche in Francia (Epa)
Polmoniti nei bambini, aumento dei casi anche in Francia (Epa)

Il Mycoplasma Pneumonia può restare ‘silente’ in alcuni soggetti, portatori sani, oppure può dare sintomi, anche gravi, dopo un periodo di incubazione che varia da una a tre settimane. Sappiamo come è andata quando nel 2020 la Cina lanciò un allarme su un’epidemia di infezioni che evolvevano in polmoniti particolarmente aggressive. A provocarle era un virus, allora sconosciuto, il Sars-Cov-2 responsabile della malattia che fu battezzata Covid. Quanto dobbiamo invece preoccuparci oggi?

La resistenza agli antibiotici: cosa sappiamo 

Diversamente la coronavirus del Covid, Mycoplasma pneumoniae è un agente patogeno noto. “Lo conosciamo da tempo – spiega in un video l’infettivologo Matteo Bassetti – causa tipicamente la polmonite nei bambini, negli adolescenti, ma anche nei giovani adulti”. Provoca "una forma di polmonite che può anche essere impegnativa e grave”. La buona notizia è che esistono cure, gli antibiotici. La cattiva è che “molti dei micoplasmi che in Francia hanno colpito questi bambini sono resistenti all'azitromicina”, l’antibiotico usato in questi casi. Di un’elevata antibiotico-resistenza parlano anche report sanitari sull’epidemia di polmoniti in Cina che arrivano da Taiwan. Questo fenomeno spiegherebbe la quantità di piccoli pazienti che richiedono cure ospedaliere, come sta succedendo nel paese asiatico. Perché finora il ricovero in ospedale causato da Mycoplasma non era evento comune. 

Bassetti qui riprende un tema importante. “Quante volte vi ho detto durante il Covid che gli antibiotici non andavano utilizzati” per combattere il Sars Cov-2 che è un virus, non un batterio, e dunque non risponde alle terapie antibiotici. "Ebbene, averli utilizzate troppo e male, come è stato fatto da molti senza seguire le evidenze scientifiche - rimarca Bassetti - ha permesso di rendere più forti i batteri. In questo caso abbiamo reso più forte un batterio come il Mycoplasma pneumoniae su cui, ahimé, nei bambini gli unici antibiotici che si possono utilizzare sono proprio l'azitromicina e in generale i macrolidi. Questi sono i danni fatti da un certo mondo - cure domiciliari, no vax, no vaxismo”. Per Bassetti comunque la situazione non è allarmante, “perché il Mycoplasma pneumoniae è un microrganismo che conosciamo e troveremo sicuramente altre armi con cui affrontarlo”.

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Le altre possibili concause dell’epidemia in Cina

Il ruolo del Mycoplasma nell’epidemia non è comunque chiaro e forse non basta a spiegare l’ingolfamento degli ospedali in Cina. Si vagliano una serie di concause. Per esempio l’influenza stagionale. “Scesa a livelli molto bassi durante i primi 2 anni di pandemia Covid, grazie a mascherine, distanziamento fisico e altre misure, tornati alla 'normalità' le infezioni hanno avuto un trend in ripresa – spiegano esperti di biosicurezza e ricercatori in un'analisi pubblicata sul network 'The Conversation' –. L'influenza è più grave nei bambini sotto i 5 anni e negli anziani, quindi potrebbe contribuire ai ricoveri ospedalieri tra i più piccoli”. Le polmoniti possono essere poi un esito del virus sinciziale, praticamente scomparso durante i primi due anni di pandemia per via delle restrizioni, ma ora tornato ampiamente a circolare. È stato segnalato anche l'adenovirus, che può causare una serie di sindromi tra cui gastroenterite e una malattia simil-influenzale. Anche il Covid, dal canto suo, può evolvere in polmonite, ma nei bambini è infrequente.

La situazione in Francia

Dal 13 al 19 novembre 2023, tra gli under-15, Santé Publique France ha recensito 700 chiamate a SOS Médecins e 2.150 passaggi in Pronto soccorso per polmonite. Cifre record per gli ultimi dieci anni. I sintomi assomigliano a quelli dell'influenza o del Covid: febbre, spossatezza, tosse. Al momento, le autorità sanitarie transalpine restano vigili. Un sistema di sorveglianza viene attualmente dispiegato sull'insieme del territorio per recensire i nuovi casi e conoscere la portata della propagazione. Se l'aumento dovesse perdurare nelle prossime settimane, Parigi potrebbe lanciare l'allerta.